21 febbraio 2013

Depressione, attacchi di panico e genetica

Chiedilo a Tania

Quello che mi accingo a scrivere oggi è un post piuttosto delicato; parliamo di depressione, di attacchi di panico e del loro legame con la genetica.
L'idea è di Riccardo: dopo aver letto il post Schizofrenia e disturbo bipolare, infatti, mi ha scritto per sapere se esiste una correlazione tra la genetica e queste due patologie.

Depressione
La prima cosa che vorrei chiarire è che esistono tante forme differenti di depressione e che la loro insorgenza è legata ad una molteplicità di aspetti: è una malattia multifattoriale le cui cause sono da ricercarsi in un insieme di fattori. Vediamoli insieme.

Caratteristiche personali
Determinate caratteristiche della personalità possono favorire l'insorgenza del tratto depressivo; ad esempio: bassa autostima, pessimismo o forte tendenza all'autocritica.

Fattori biochimici
I neurotrasmettitori, ovvero le sostanze utilizzate dai neuroni per comunicare tra loro, e gli squilibri ormonali sono collegati con l'umore e possono, quindi, avere un legame con la depressione.
L'uso protratto di alcuni farmaci può essere una concausa in questa malattia; ad esempio: alcuni farmaci usati per controllare l’ipertensione, i sonniferi o, talvolta, la pillola anticoncezionale.
Anche i farmaci per curare la depressione possono avere effetti indesiderati in alcuni soggetti: seguire i consigli del medico e rispettare attentamente le dosi consigliate è importantissimo.
Naturalmente bisogna fare attenzione non solo ai farmaci ma anche a tutte le sostanze da abuso (nicotina, alcol e droghe) perché agiscono sul nostro cervello.

Fattori genetici
Ogni persona eredita una combinazione unica di geni dalla madre e dal padre che, a loro volta, le hanno ereditate dai loro genitori; certe combinazioni possono predisporre ad una malattia particolare, ma non dare la certezza della malattia.
Le malattie mendeliane, descritte più volte su questo blog, hanno meccanismi di trasmissione genetici ben delineati. Le malattie multifattoriali, invece, sono completamente diverse.
Il termine multifattoriale definisce, infatti, una patologia nella quale sono importanti molti fattori diversi; la genetica è solo uno dei tanti fattori e può dare al soggetto una predisposizione allo sviluppo della malattia: predisposizione non vuol dire malattia.
Tuttavia, la depressione è più frequente tra le persone con famigliari depressi: questi soggetti sono più vulnerabili agli eventi stressanti della vita, probabilmente anche per motivi genetici, ma non vuol dire che si ammaleranno necessariamente (o che non riusciranno a guarire).
Non bisogna dimenticare un altro aspetto fondamentale: il disturbo depressivo interferisce con la vita quotidiana, provoca sofferenza nella persona malata e in chi vive a stretto contatto con lei. Potrebbe essere proprio questo il punto: bambini e ragazzi (ma anche persone adulte) che hanno vissuto, per lungo tempo, a stretto contatto con una persona depressa potrebbero più facilmente sviluppare la malattia. In questi casi è difficile stabilire se conta maggiormente la componente genetica o l'influenza ambientale: vivere quotidianamente situazioni di sofferenza e forte stress non è, certamente, una cosa semplice.

Fattori ambientali
Sono tutte le situazioni difficili che la vita ci pone difronte: eventi stressanti, difficoltà economiche, perdita del lavoro, scomparsa di una persona cara o malattie gravi.


Attacco di panico
Un attacco di panico è un episodio improvviso che causa forte paura nella persona colpita e che, apparentemente, non ha alcuna causa. Il problema può manifestarsi poche volte nel corso della vita, oppure presentarsi più frequentemente. Come per la depressione, è fondamentale farsi seguire da personale qualificato e competente: solo in questo modo, infatti, si può imparare a prevenire o a controllare efficacemente un attacco di panico.
Non si sa ancora con esattezza cosa scateni un attacco di panico, in assenza di reali situazioni di pericolo; ci sono certamente diversi fattori di rischio; come per la depressione, possono incidere: situazioni di forte stress, eventi traumatici, malattie gravi, scomparsa di persone care e familiari che presentano lo stesso tipo di problema.

Ecco Riccardo, spero che questa risposta abbia chiarito i tuoi dubbi.
Concludo con un consiglio a tutti i miei lettori: quello che leggete su internet, per quanto ben scritto e documentato, ha sempre e solo un carattere illustrativo o didattico; non sostituisce mai il parere di un medico.
Un saluto a tutti,
Tania Tanfoglio


Fonti utilizzate per la stesura del post e spunti per l'approfondimento:
http://www.farmacoecura.it/depressione/depressione-sintomi-cura-rimedi/
http://www.farmacoecura.it/depressione/farmaci-antidepressivi-effetti-collaterali-efficacia-rimedi-naturali/
http://www.farmacoecura.it/malattie/attacchi-e-crisi-di-panico-sintomi-cause-e-rimedi/

3 commenti:

  1. Ringrazio molto Tania per la sua cortesia che non dimenticherò facilmente.Grazie ancora Tania (Commento su FB, che io riposto qui :-)

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  2. Io non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma una volta sono rimasto bloccato su una barca con alcuni amici. Nonostante non ci fosse reale pericolo e il clima fosse un po' teso ma controllato, scoprii che una delle mie amiche soffriva di attacchi di panico. Non ce l'aveva mai detto prima, e rimanemmo un po' tutti scioccati dal vederla stare così male, colpita da una cosa così improvvisa e in grado allo stesso tempo sia di paralizzarla ma anche di farle perdere completamente il controllo.
    Ricordo che i giorni seguenti tutti noi che eravamo stati con lei su quella barca le chiedemmo come si sentisse, perché l'immagine di quanto era stata male era ancora ben presente nei nostri occhi. Nonostante lei tendesse a minimizzare, ci raccontò di tutte le altre volte che le era capitato. La spingemmo a vedere se in giro c'era qualcosa che poteva consultare o acquistare per tentare di conoscere meglio questo disturbo e, possibilmente, imparare a controllarlo.
    Non voleva partire con qualcosa di troppo forte tipo terapie, farmaci o quant'altro, così dopo diverse ricerche abbiamo conosciuto il Dr. Giacconi di aspeera.it che le ha dato alcuni consigli iniziali per acquisire informazioni sull'argomento (questi, per la cronaca).
    In realtà ci ha raccontato che dentro non si limitavano solo a discutere il problema, ma offrivano anche degli spunti per risolverlo che a lei sono stati molto utili per imparare a controllarsi prima e durante gli attacchi. Se può essere di aiuto a qualcuno come è stato per lei....io lo spero.

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  3. Per noi che soffriamo di attacchi di panico e ansia, io sono venuto a conoscenza di quest’evento gratuito, lo trovate su facebook qui.
    Dobbiamo cercare ovunque stimoli e consigli che ci aiutino a stare meglio e questa conferenza secondo me è una buona occasione. Almeno, io intendo sfruttarla e trarne il massimo!

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