28 gennaio 2013

I dieci comandamenti dell’insegnante di George Polya

George Polya è stato un matematico ungherese; i 10 comandamenti dell'insegnante sono tratti da un suo libro, pubblicato negli anni '70 ed intitolato: "La scoperta matematica, Capire, imparare e insegnare a risolvere i problemi", Volume II
  1. Abbi interesse per la tua materia.
  2. Conosci la tua materia.
  3. Conosci i modi secondo i quali si impara: il miglior modo per imparare qualsiasi cosa è di scoprirla da soli.
  4. Cerca di leggere sul viso degli studenti, cerca di capire le loro aspettative e le loro difficoltà; mettiti al loro posto.
  5. Dai loro non soltanto informazioni, ma anche "saper-come", attitudini mentali, abitudine al lavoro metodico.
  6. Fai loro imparare ad indovinare. 
  7. Fai loro imparare a dimostrare.
  8. Cerca quegli aspetti del problema in questione che possono essere utili per i problemi futuri – cerca di mettere in evidenza lo schema generale che sta dietro la situazione concreta presente.
  9. Non rivelare subito tutto il tuo segreto – fallo indovinare dagli studenti prima di dirlo - fa loro scoprire da soli quanto è possibile.
  10. Suggeriscilo, non forzarlo.

Grazie Rosaria per la segnalazione su FB ;-)

5 commenti:

  1. Condivisibili tutti.
    Il 4 e il 9, se messi in pratica correttamente e soprattutto costantemente, da soli potrebbero "ricostruire" gli altri.
    Un saluto
    Marco

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    1. è bello quando studenti ed insegnanti guardano nella stessa direzione, si può costruire molto. A proposito di costruire, ora faccio un po' di pubblicità al tuo progetto di geometria su un gruppo FB dove si condividono risorse didattiche! Ancora complimenti per l'ottimo lavoro che stai facendo.
      Un saluto anche a te,
      Tania

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    2. E se i comandamenti fossero quelli degli studenti? Ci ho pensato e gira che ti rigira mi vengono sempre in mente 3 soli comandamenti che noi ragazzi dovremmo "rispettare":
      - attenzione
      - impegno
      - partecipazione
      Come vedi neanche frasi intere di senso compiuto bensì 3 semplici sostantivi. Messa così sembrerebbe abbastanza semplice il nostro compito, eppure...

      In quanto a costruire mi sembra che tu non scherzi (io al confronto sono un semplice manovale): la tua rubrica "Chiedilo a Tania" è in sè un vero e proprio progetto che vedo sta avendo il suo meritato successo. Ne potrebbe venir fuori un bel libro magari farcendolo con alcuni post mirati e/o riassuntivi su quelli che sono stati gli argomenti più richiesti. Ma forse a questo avevi già pensato.

      Un caro saluto e grazie per il tuo apporto pubblicitario al mio lavoretto domenicale.
      Marco

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    3. Condivido: attenzione, impegno e partecipazione. Aggiungerei: rispetto. Rispetto per tutto il personale scolastico (non solo per i docenti) e sopratutto rispetto tra ragazzi... Sarà che insegno in classi prettamente femminili ma, a volte, non ci si rende conto di quanto anche le parole possano ferire.
      Grazie per i complimenti! Il libro è un'ottima idea, ogni tanto ci penso, prima o poi penso che troverò davvero il tempo per farlo.
      Ciao,
      Tania

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  2. Assolutamente d'accordo. Mi ero focalizzato solo sul compito d'essere studente e non, più in generale, sull'essere studente persona. A questo punto allora aggiungerei anche la riconoscenza. Troppo spesso pensiamo che gli insegnanti DEBBANO perché pagati. Non è così, non sempre è così (per fortuna). Ci sono insegnanti che ci mettono l'anima in quello che fanno; beh, a questi penso che un minimo di riconoscenza noi ragazzi glie la dobbiamo.
    A ri-ciao
    Marco

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