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18 marzo 2020

I fattori che influenzano la salute

Come sapete, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riassunto così il concetto di salute:

Salute non significa assenza di malattia ma stato di completo benessere fisico, psichico e sociale.” (Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità [WHO / OMS], 1948)

Abbiamo già fatto alcune riflessioni su questi tre aspetti così importanti per il nostro benessere, nel primo post.

Oggi parliamo dei fattori che influenzano la salute.

I fattori che determinano la salute e la malattia vengono distinti in diverse categorie:
 
1.       I fattori genetici: in alcuni casi la trasmissione di determinati geni dai genitori ai figli predispone a determinate patologie. In altri casi, uno o più geni anomali trasmessi dai genitori ai figli sono la causa diretta di malattie genetiche.

2.       L’età della persona: alcune malattie (come le malattie esantematiche) colpiscono soprattutto i bambini, altre sono più frequenti nelle persone adulte o anziane (malattie cardiovascolari, tumori, Alzheimer, Parkinson, ecc.)

3.       Il sesso della persona: alcune patologie sono tipiche della donna (come il tumore al collo dell’utero) alte dell’uomo (come il tumore alla prostata) … Per ovvi motivi!

4.       L’ambiente sociale
L'ambiente sociale di vita e di lavoro (ovvero le persone che frequentiamo) può influire sulla nostra salute; pensa, ad esempio, al mobbing sul lavoro, al bullismo o a una situazione familiare difficile.

5.       L’ambiente fisico
L'ambiente fisico di vita e di lavoro può influenzare la nostra salute esponendoci ad:
Agenti fisici dannosi (radiazioni, rumore molto intenso);
Agenti chimici (sostanze tossiche, cancerogene o allergizzanti);
Agenti patogeni (AIDS, tetano, epatite, influenza, ecc.).

6.       Il comportamento individuale o lo stile di vita
  • Abitudine al fumo
  • Abuso di alcool
  • Abuso di farmaci
  • Consumo di stupefacenti
  • Stile di vita sedentario
  • Errate abitudini alimentari
  • Comportamento sessuale a rischio

7.       I servizi sanitari: la loro efficienza e la loro buona organizzazione influiscono positivamente sulla salute.




Rifletti: alcuni dei fattori che abbiamo appena visto, dipendono da noi o comunque possono essere modificati (ad esempio, attraverso delle leggi); altri, invece, sono fattori che non dipendono dalla nostra volontà.
Fai una tabella come questa sul quaderno, compilala, osserva e rifletti…
Se ti è possibile, confrontati con uno o due compagni di classe.


Fattori che si possono modificare
Fattori che non si possono modificare








































Quali sono le tue conclusioni?

Quali di questi fattori possono influenzare la nostra salute relativamente alla malattia COVID-19? Prova ad evidenziarli nella tabella che hai appena fatto e motiva la tua risposta.

Buon lavoro,
Tania Tanfoglio
 


09 marzo 2020

Ragazzi, siate il battito d'ali di una farfalla che scatena un cambiamento nel mondo

Ciao Ragazzi,
Mi sono chiesta diverse volte come impostare questo post dedicato a voi.
Vi chiedo solo di leggerlo, fino in fondo.

Vi immagino a casa. Qualcuno felice, qualcuno annoiato, altri un po' preoccupati. Quello che so, con sicurezza, è che molti di voi sono confusi da questa situazione; molti di voi sono ancora convinti che non li riguardi e che sia un problema degli altri. Delle persone anziane. Delle persone malate.

Provo ad immaginare le vostre domande.
Perché ci dicono che per noi questa nuova malattia non è pericolosa  e poi  ci raccomandano di evitare luoghi affollati? Perché chiudono i posti dove potremmo andare a divertirci?
Dato che per noi non c'è pericolo, possiamo continuare la nostra vita di sempre, con il vantaggio che non c'è neppure la scuola!

Ve lo voglio dire chiaramente: NO, NON POTETE!
Questo appello di Regione Lombardia è rivolto anche a voi!



I vostri bisnonni, i vostri nonni, talvolta anche i vostri genitori e, probabilmente, qualcuno di voi, ha vissuto situazioni di guerra drammatiche sulla propria pelle. In situazioni del genere, i giovani spesso sacrificano la loro vita o la giovinezza per combattere per un mondo migliore. Oppure cercano con tutte le loro forze di dare un futuro alla propria famiglia.

Siete fortunati. Nessuno a voi sta chiedendo nulla di così difficile.
Però vi chiedo: avete qualcuno che amate? Qualcuno a cui volete bene? Qualcuno che magari, pur stando bene, ha una malattia? Oppure qualcuno con più di 60 anni?
Sono sicura che c'è. Bene, avete il dovere di proteggerlo.
POSSIAMO AMMALARCI TUTTI, ma per tutte queste persone la situazione è davvero molto grave e abbiamo il dovere di proteggerle.

Proteggerle da un'influenza? No, non è un'influenza.

Guardate il grafico: non serve molta matematica; sono i dati di pochi giorni fa.
In azzurro/viola, l'influenza.
In giallo/arancio, COVID-19.
Come vedete, purtroppo, non sono due situazioni che, ad oggi, si possono ancora paragonare.
Le persone in terapia intensiva o decedute, in una sola settimana, sono molte di più.

Anche questa infografica vi spiega in modo semplice le differenze tra le due malattie.

Anche dopo aver visto questi dati, vi chiederete, sicuramente: cosa posso farci io, che non mi ammalo in modo grave?
Io vi dico chiaramente che POTETE FARE LA DIFFERENZA. 
INSIEME ALLE VOSTRE FAMIGLIE, POTETE CAMBIARE QUESTA SITUAZIONE.

Se avrete ancora un po' di pazienza, vi spiego perchè.

Con qualche piccola competenza di inglese, potete leggere i dati di ieri del Centro di Controllo e Prevenzione delle malattie infettive Europeo. Sono dati mondiali.


Accanto ai dati mondiali, ci sono quelli europei: 251 morti e 9161 casi. Quasi tutti sono in ITALIA. La maggior parte in LOMBARDIA.
Non è il momento di chiedersi perchè; è il momento di chiederci cosa possiamo fare.

Vi propongo di analizzare, con un altro grafico, i dati della Lombardia. Aggiornati a due giorni fa.
Come potete vedere, i casi aumentano, molto, molto velocemente. Il 1 marzo erano poco più di mille: il 7 marzo molti più di 3000.
Perchè succede questo?
Perché è una delle caratteristiche di questo virus.
Si comporta in questo modo; guardate il disegno sotto: in giallo vedete una persona infetta. Ciascuna persona infetta, in media, ne fa ammalare 2,6. 

Ricordatevi una cosa importante: la MAGGIOR PARTE DEI GIOVANI NON HA SINTOMI, MA TRASMETTE LA MALATTIA AD ALTRE PERSONE, che possono ammalarsi e aver bisogno di cure mediche. Cure mediche che possono salvare la vita e richiedere alcune settimane.
Se ogni persona asintomatica riduce i suoi contatti sociali per un paio di settimane, può fare la differenza.

Cos'altro notate se guardate il grafico che vi ho mostrato prima? La maggior parte delle persone malate è ricoverata con sintomi oppure in terapia intensiva. 
La realtà è che non c'è posto per tutti. 
Non esiste solo questa malattia. Ce ne sono tante altre. Ci sono gli incidenti. C'è la vita che va avanti e ha bisogno di ospedali. 

Vi propongo un altro grafico. Non per spaventarvi, ma per aiutarvi a capire e per avere il vostro prezioso aiuto. 
Questo virus ha una bassa mortalità a livello mondiale. Circa il 3%. 
Guardate i dati di ieri in Lombardia: siamo arrivati al 6,4%. Perché? I nostri medici, infermieri, operatori sanitari, ospedali stanno facendo tutto quello che possono. Alcuni non tornato a casa dai loro familiari per paura di farli ammalare. Il dato in Lombardia è alto perchè il numero di contagiati è altrettanto alto.


Per tutti questi motivi è INDISPENSABILE trovare un modo di far diminuire il numero dei contagi.
Come si può fare? Cosa può fare un ragazzo della vostra età che, probabilmente, non avrà bisogno di andare in ospedale a causa di questa malattia?

Due cose semplici possono salvare la vita a tante, tantissime persone. 
E DIPENDONO ANCHE DA VOI.

È fondamentale starnutire e tossire in un fazzoletto o coprendo bocca e naso con l’incavo del gomito. È importante buttare via i fazzoletti di carta utilizzati immediatamente dopo l’uso e lavare le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 20 secondi (o con disinfettante per mani a base di alcol al 60%) e in ogni caso sempre dopo aver starnutito, tossito o soffiato il naso.
L'avete sentito centinaia di volte. 
Io voglio farvelo vedere. Con un video di Scrubs, un telefilm del 2006.
Il video dura pochissimi secondi; è in inglese, ma basta guardare le immagini. 
Vi serve solo sapere che il colore verde rappresenta la malattia; sappiate anche che, il ragazzo giovane, starà benissimo, ma signora anziana, dopo alcune puntate, morirà. 

 


L'alta cosa altrettanto importante è: stare a casa; limitare i contatti con gli amici. Se uscite, state all'aperto, non abbracciatevi, non bevete dalla stessa bottiglia, non fumate la stessa sigaretta. Mantenete la distanza di un metro tra voi.
Potete far finta di niente e continuare la vostra vita. Pochissimi di voi si ammaleranno e avranno bisogno di cure. Ma qualcuno di voi, tornerà a casa, toccherà qualcosa, darà un abbraccio alla nonna, alla sorella malata, al cugino che è appena guarito, al papà, al nonno, e, qualcuno di loro si ammalerà.



Siate quel battito d'ali che sarà in grado di rallentare davvero il contagio e fare la differenza,
In tutto il CFP Zanardelli coinvolge 4000 famiglie: 3000 famiglie di studenti e circa 1000 tra famiglie di dipendenti e collaboratori; pensate a quante persone conosciamo e a quanta differenza possiamo fare tutti insieme!


Contiamo su di voi,
Grazie,
Tania Tanfoglio




















01 dicembre 2019

Giornata mondiale contro l’Aids

Oggi in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids pubblico un video realizzato da ANLAIDS (Sezione Lombarda), per riflettere insieme.


Vi lascio anche il link al sito http://www.smartsex.eu/ dove potete trovare molte utili informazioni, in italiano ed in inglese.
Qui il link al fumetto con i supereroi della prevenzione

Facebook: @anlaidslombardia 
Instagram: @anlaidslombardia

Buona lettura a tutti e ricordate che la prevenzione è importante,
Tania Tanfoglio

11 novembre 2014

What is Ebola? - Un video

Questa presentazione, realizzata da Geert Coppens con Moovly.com, spiega quali sono le cause ed i sintomi dell'ebola; la presentazione è in inglese, ma le immagini semplici ed intuitive la rendono facilmente comprensibile a tutti. Il messaggio è chiaro: l'importante è attuare tutte le norme di prevenzione.



What is Ebola? from Geert Coppens


Il video può essere utile sia a chi è alla ricerca di informazioni semplici ed attendibili sia agli insegnanti che vogliono parlare dell'argomento in classe.
Tania Tanfoglio

10 novembre 2014

How the sun sees you - Gli effetti del sole sulla pelle

Questo post è per le mie allieve di II EST: da oggi siamo una classe web 2.0 a tutti gli effetti!

Per restare in tema multimediale, pubblico il video che abbiamo visto in classe in modo che possiate rivederlo quando volete.

Il video mostra come appare la nostra pelle con una telecamera che registra le immagini usando la luce ultravioletta anziché la normale luce visibile.


Le radiazioni ultraviolette sono costituite dai raggi UVA, UVB e UVC.
Immagine dal sito: http://www.my-personaltrainer.it/cosmetici-categorie/luce-solare.html

Grazie a questa particolare telecamera sono visibili i cambiamenti della pelle che noi normalmente non vediamo a occhio nudo. 
Cambiamenti legati all'età, agli agenti atmosferici e, sopratutto, le radiazioni ultraviolette del sole e delle lampade abbronzanti.

Il video inoltre mette in luce molto chiaramente l'effetto protettivo degli occhiali da sole e delle creme solari.

Il titolo mi sembra particolarmente azzeccato: How the sun sees you




Per approfondire: MACCHIE CUTANEE E SOLE


Riassumo con un'immagine i principali effetti del sole sull'epidermide:
Immagine dal blog http://www.blog-estetica.it/
A questo link potete trovare un interessante post per approfondire l'argomento

Per restare in tema, pubblico anche questa bella infografica sugli effetti del sole, che potete vedere anche con i vostri nuovi tablet! Sapevate che esiste la sindrome compulsiva da sole o tanoressia?


Infografica dal sito http://www.esseredonnaonline.it
Tania Tanfoglio

24 marzo 2014

Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale

ALICe


Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale

o   Parola d’ordine: tempestività dei soccorsi in tutte le Regioni
o   Importanza attivazione “Codice Ictus” per il 118
o   Conoscere i sintomi può salvare una vita
o   Centralità delle Stroke Unit


COMUNICATO STAMPA

Roma, 24 marzo 2014 – A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) dedica il mese di Aprile alla prevenzione dell’Ictus Cerebrale e coglie questa occasione per sottolineare l’importanza non solo della conoscenza e del riconoscimento dei sintomi ma anche e soprattutto della diagnosi precoce e dell’intervento tempestivo, nelle persone che stanno avendo un ictus.

In diverse migliaia di casi, infatti, si potrebbero azzerare o ridurre drasticamente gli effetti invalidanti dell’ictus con delle cure adeguate prestate nelle primissime ore dalla comparsa dei sintomi. E’ quindi estremamente importante che il paziente colpito da ictus o i suoi familiari siano in grado di riconoscere immediatamente i segnali della malattia per poi chiamare il 118.
E qui sorge un serio problema, perché il personale del 118, nella maggior parte delle regioni italiane, pur riconoscendo i sintomi dell’ictus, è tenuto, in base ai protocolli vigenti, a portare il paziente al Pronto Soccorso più vicino, che sia dotato o meno di una Unità Emergenza Ictus (Stroke Unit).

“Intervenire tempestivamente permette di ridurre notevolmente il rischio di danni cerebrali permanenti - ha dichiarato il Professor Giuseppe Micieli, Direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza dell’Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino di Pavia – Per questo motivo, il 118 di tutte le Regioni dovrebbe attivare, come avviene ad esempio in Liguria e in Lombardia,  uno specifico protocollo di emergenza, il cosiddetto “Codice Ictus”, una sorta di “corsia preferenziale” per il paziente colpito da ictus che consente di guadagnare minuti estremamente preziosi”.

“La somministrazione del trattamento trombolitico entro le prime 4 ore dall’inizio dei sintomi consente, a circa un terzo delle persone colpite da Ictus ischemico, di rientrare rapidamente alle proprie abitazioni, completamente guarite, e ad un altro 50% di tornare a casa in buone condizioni funzionali” aggiunge il Prof. Domenico Inzitari, Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze.

“Le Stroke Unit, purtroppo, non sono ancora diffuse in maniera capillare, come dovrebbero – afferma il Professor Carlo Gandolfo, Professore Ordinario di Neurologia all’Università degli Studi di Genova. Il Ministero della Salute stima che in Italia dovrebbero esserne presenti oltre 300 (numero ottimale 350), mentre ne risultano operative meno di 160, concentrate principalmente nel Nord Italia: nel Meridione si muore più di Ictus Cerebrale che di infarto del miocardio proprio perché le Unità di Emergenza Ictus sono quasi assenti. Purtroppo la mancanza di una buona copertura nazionale così come di una rete assistenziale integrata fa sì che l’ictus abbia conseguenze molto gravi non solo per il paziente ma anche per i suoi familiari e caregiver”.

La diffusione della trombolisi e delle unità ospedaliere dedicate alla cura dell’ictus, quindi, può ridurre notevolmente la mortalità e la disabilità: in Italia, però, solo il 40% delle persone colpite da ictus arriva in una Stroke Unit entro le prime 4 ore e, una volta dimessi dall’ospedale, i pazienti si trovano ad affrontare ancora molte difficoltà perché non esiste un percorso di assistenza e di riabilitazione predefinito.

“Ogni anno, in Italia, si verificano oltre 200.000 casi di Ictus e ben 930.000 persone ne portano le conseguenze invalidanti. Fondamentale l’impegno dell’Associazione A.L.I.Ce. Italia Onlus nel far sapere che l’Ictus non solo si può curare, ma si può prevenire in oltre l’80% dei casi seguendo adeguati stili di vita: come un’alimentazione sana, che preveda la dieta mediterranea, il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo – dichiara Paolo Binelli, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus.

In occasione di “Aprile mese della prevenzione dell’Ictus Cerebrale”, la Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus con le sue oltre 70 Associazioni locali darà vita a diverse iniziative di prevenzione, di sensibilizzazione e di informazione su questa patologia, grave e disabilitante.

L’elenco delle iniziative previste sarà inserito sul sito www.aliceitalia.org

Ogni sei secondi, nel mondo, una persona viene colpita da Ictus, indipendentemente dall’età o dal sesso. L’ictus è responsabile di più morti ogni anno di quelli attribuiti all’Aids, tubercolosi e malaria messi insieme. In Italia, e in tutto il mondo occidentale, è causa del 10-12% di tutti i decessi per anno, rappresentando la prima causa d’invalidità e la seconda causa di demenza con perdita dell’autosufficienza.

A.L.I.Ce. Italia-Onlus è una Federazione di 20 Associazioni regionali di volontariato che ha tra i propri obiettivi statutari: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia; facilitare la informazione per un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei.

A.L.I.Ce. Italia Onlus è, inoltre, membro della World Stroke Organization (WSO) e di SAFE, Stroke Alliance for Europe, organizzazione che riunisce 20 Associazioni di pazienti colpiti da ictus di 17 Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione.



Per ulteriori informazioni:
GAS Communication srl
Tel 06 68134260 – Cell 347 8524261
Mara Cochetti


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25 febbraio 2014

I mille usi benefici dell'acqua ossigenata: ne siete davvero sicuri?

In questi giorni, su Facebook, rimbalza questo messaggio relativo ai benefici dell'acqua ossigenata.

Vederlo circolare, in modo così rapido e virale, mi ha messo i brividi.
Cercando on-line, mi sono accorta che questa lista è davvero molto popolare.
Molti dei consigli scritti nella lista sono pericolosi. Se avete voglia di seguirmi, cercherò di spiegarvi il perché.

Struttura chimica dell'acqua ossigenata o perossido di idrogeno: è un composto chimico contenente idrogeno e ossigeno, di formula H2O2, che si presenta come un liquido incolore (immagine di Wikipedia).
Come potete facilmente verificare, la lista non fa quasi mai riferimento alle concentrazioni: quale casalinga si accontenterebbe di sapere che, per fare una torta, ha bisogno di uova, burro e zucchero, senza conoscerne le quantità? O i tempi di cottura? Una ricetta così presentata, non sarebbe molto popolare, verrebbe presto dimenticata e, certamente, non troverebbe spazio nei Social Network.
Qui, invece, parliamo di informazioni mediche: è per questo motivo che possiamo permetterci di essere approssimativi?

Inoltre nell'elenco viene omessa un'informazione importantissima: l'acqua ossigenata in commercio è presente in soluzione acquosa, non pura.
Per indicare la concentrazione di acqua ossigenata si parla solitamente di volumi.
Quella che siete abituati a maneggiare, utilizzata come antisettico e disinfettante, è un'acqua ossigenata al 3% e corrispondente a 10 volumi.
Un litro di soluzione di H2O2 a 10 volumi può sviluppare 10 litri di ossigeno e corrisponde a una concentrazione del 3% in peso.
Esistono formulazioni ben più concentrate, da maneggiare con prudenza e con l'utilizzo dei guanti. Alcune vengono utilizzate, ad esempio, dai parrucchieri per le decolorazioni o le meches, altre nei trattamenti odontoiatrici per sbiancare i denti.
Ecco alcuni esempi:
Il perossido di idrogeno al 10% corrisponde a 34 volumi
Il perossido di idrogeno al 30% corrisponde a 111 volumi
Il perossido di idrogeno al 40% corrisponde a 154 volumi
Concentrazioni di questo tipo sono pericolose: possono essere anche letali se ingerite o causare lesioni alla pelle e alle mucose, come queste:
Effetti di una soluzione di perossido di idrogeno concentrata al 35% sulla pelle (immagine di Wikipedia)
Nei casi più gravi, in caso di soluzioni ancor più concentrate, la pelle può presentare lesioni simili ad ustioni (escara bianca).
Escara: immagine di Wikipedia

Il motivo di queste lesioni è facilmente spiegabile.
L'acqua ossigenata è un denaturante delle proteine, comprese quelle presenti nella nostra pelle e nelle nostre mucose: per questo è bene specificare chiaramente le concentrazioni e non confondere il concetto di concentrazione percentuale con il concetto di volume.

L'H2O2 a 10 volumi corrisponde a una concentrazione del 3% in peso ed è usata come disinfettante.
L'H2O2 a una concentrazione del 10% corrisponde a 34 volumi ed è usata dal vostro parrucchiere per decolorarvi i capelli!!

Il liquido puro può addirittura esplodere se portato a temperature superiori ai 100 °C.
Dal punto di vista chimico, può comportarsi sia da agente ossidante sia da agente riducente, proprietà sfruttate ampiamente nel settore industriale: l'acqua ossigenata viene usata, infatti, per decolorare vari materiali (dalla carta ai tessuti) o per restituire i colori originali a dipinti anneriti. Viene, inoltre, aggiunta alle miscele del carburante dei razzi per garantire l'apporto di ossigeno.

immagine di Wikipedia
Se siete arrivati fin qui, probabilmente iniziate a capire perché la lista che circola on-line mi ha fatto decisamente arrabbiare: non fa quasi mai riferimento alle concentrazioni. Quando lo fa, vi dice di utilizzare un'acqua ossigenata al 10%, ovvero a 34 volumi. Vi consiglia di utilizzarla come collutorio, quando, invece, andrebbe maneggiata con prudenza. Pensate che, in ambito ospedaliero, per la disinfezione ambientale, viene utilizzata un acqua ossigenata al 6% e, vi assicuro, non mi sognerei mai di applicarla sulla pelle o di utilizzarla come collutorio.

Volete fare una prova? (non ve lo consiglio...)
Provate a chiedere al vostro parrucchiere di darvi un batuffolo di cotone imbevuto con un po' di acqua ossigenata, di quelle a 20 o 30 volumi utilizzate, come vi dicevo, per le decolorazioni o le meches. Basta una piccolissima quantità di prodotto, applicata per poco tempo, per sentire la pelle bruciare e vederla riempirsi di piccole macchie bianche, come quelle che vi ho appena mostrato.

Provate ad immaginare cosa potrebbe fare alle mucose della bocca una concentrazione di 34 volumi (10%), come consigliato nell'elenco così tristemente popolare.

Indubbiamente l'acqua ossigenata ha un buon potere sbiancante, ma credo che nessuno di voi cercherebbe di aggiustarsi da solo una carie. Quindi, perché cercare di eliminare il tartaro? Lasciamolo fare ad un professionista: non basta certo una concentrazione al 3% per ottenere risultati apprezzabili, senza contare il rischio di irritazione o ingestione! In ambito odontoiatrico si utilizzano prodotti al 35% ma, come ormai avrete capito, è preferibile lasciarlo fare ad un professionista competente.

Per quanto riguarda il potere disinfettante e antisettico del perossido di idrogeno, segnalo questo file: Linee-guida-antisettici.pdf Si tratta di un file dell'Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere, ve ne faccio un breve riassunto.

Tenete presente che, in ambito medico, è bene distinguere tra un'azione antisettica ed un'azione disinfettante.
Gli antisettici sono composti in grado di prevenire o arrestare la crescita microbica, sono compatibili per l'uso sulle persone. L'acqua ossigenata, che solitamente acquistate in farmacia, è un antisettico che può essere utilizzato sulla cute integra o su piccoli tagli e ferite.
I disinfettanti, invece, hanno lo scopo di decontaminare le superfici (sedie, tavoli, sanitari, ecc).
Questa differenza è molto importante.

L'acqua ossigenata ha un alto potere disinfettante in concentrazioni al 6%: a queste concentrazioni è utile per disinfettare le superfici, purché il materiale sia compatibile, altrimenti si rovina.

Invece, l'acqua ossigenata al 3% è un antisettico adatto per la cute integra o per le piccole ferite; riduce la carica batterica, ma il suo livello di attività è basso.

Cosa vuol dire?
Significa che è in grado di distruggere diverse tipologie di batteri ed alcuni virus e funghi (miceti, è il termine medico).
Tuttavia non è in grado di eliminare il bacillo responsabile della tubercolosi né le spore batteriche. Le spore batteriche sono strutture di resistenza create da alcuni batteri (come il tetano) per sopravvivere in ambienti poco favorevoli. Virus e funghi, inoltre, hanno bisogno di tempi di contatto più lunghi per essere inattivati dall'acqua ossigenata.

Inoltre, l'azione dell'acqua ossigenata è rapida ed il suo effetto è piuttosto breve; infatti, si tratta di un composto molto reattivo nei confronti dei contaminanti organici: dopo aver agito sulle scaglie della pelle, perde rapidamente efficacia; i batteri che riescono a sopravvivere rimangono vivi e vegeti sotto una colata di proteine coagulate, che oltre tutto li protegge da successive disinfezioni.

La soluzione acquosa non va mescolata con altri disinfettanti né esposta alla luce (per questo non la trovare in boccette trasparenti) ed al calore: potrebbe facilmente decomporsi.

Ecco perché non è assolutamente la "panacea per tutti i mali" descritta nella lista.

Le concentrazioni al 3% sono di fatto quasi innocue, purché usate sulla cute integra o sui peli del corpo, inclusi i capelli. Sulle piccole ferite aiuta la detersione meccanica della cute, ma sicuramente non bisogna utilizzarla (magari al 10%, unica concentrazione cui, ogni tanto, si fa riferimento nella lista) su ferite profonde (che necessitano di un'azione disinfettante più ampia) o su una "cancrena della cute": il rischio è quello di ledere un vaso arterioso e causare un'emorragia difficilmente controllabile con metodi casalinghi.

Chiudo con un un'ultima importante osservazione: la nostra pelle e le nostre mucose sono ricoperte da batteri buoni, chiamati flora batterica residente. Sono la nostra difesa naturale contro i batteri patogeni.
Batteri sulla pelle umana: un interessante articolo su Focus
L'acqua ossigenata (come qualsiasi altro farmaco o antisettico) non distingue tra batteri buoni e batteri patogeni: distrugge entrambi rischiando di alterare il delicato equilibrio della flora batterica cutanea.

I nostri batteri residenti non hanno bisogno di aiuto per proteggerci e, certamente, non hanno bisogno dell'acqua ossigenata che elimina indiscriminatamente, residenti e patogeni.

Per questo motivo, con qualsiasi farmaco, è importante seguire scrupolosamente le indicazioni di concentrazione e tempi di contatto indicate sulla confezione. In questo modo, otteniamo l'effetto di un'azione forte su quei germi che se ne stanno più in superficie sulla nostra pelle (in genere patogeni), "risparmiando" la flora commensale, ben più profondamente annidata.

Un uso indiscriminato per sbiancare la pelle, i denti, le unghie o alleviare i sintomi influenzali potrebbe, portare più danni che benefici, indebolendo la nostra prima linea di difesa.

Un uso imprudente, come quello descritto nell'elenco, con dosaggi o applicazioni errate, sono alla base dei fenomeni di resistenza, come quelli legati agli antibiotici (se volete approfondire, ne ho parato qui). I microbi diventano più forti, si abituano al farmaco e questo diventa totalmente inefficace.

Infine, evitate di diluire l'acqua ossigenata: diluendo un disinfettante se ne può anche provocare la contaminazione, con esiti spesso davvero pericolosi.

IN CONCLUSIONE:
L'acqua ossigenata è un antisettico cutaneo, utile in caso di piccole ferite. Infatti, ha un'azione molto rapida e non è in grado, alle normali concentrazioni d'uso, di distruggere tutti i germi e, quindi, in alcuni casi è bene preferire altri antisettici.
A concentrazioni più elevate, ha un alto potere disinfettante, ma non è adeguata per applicazioni cutanee casalinghe. Ad esempio, a concentrazioni del 6% si può utilizzare come disinfettante per le superfici, ma è bene comunque prestare attenzione. Infatti, concentrazioni analoghe a quelle utilizzate dagli acconciatori, possono causare facilmente lesioni alla pelle e alle mucose: per questo il vostro parrucchiere indossa guanti protettivi.
Utilizzare l'acqua ossigenata sulla pelle sana, ad esempio con finalità preventive o sbiancanti, potrebbe essere controproducente: la pelle è naturalmente provvista di efficaci difese.
L'uso indiscriminato di antisettici, disinfettanti (o medicinali in genere), può rivelarsi pericoloso e creare microrganismi sempre più forti e resistenti alle cure.

Questo post non ha alcuna pretesa medica, ma spero possa fare chiarezza: spero che aiuti a capire che l'informazione sulla salute non è un gioco, ha un ruolo importante e non va sottovalutata, sopratutto se presente su siti e social network che la rendono accessibile a tutti.

CHE ALTRO DIRE?
Per scrivere questo post, pur avendo una formazione affine all'ambito medico, mi sono documentata: ho letto delle pubblicazioni scientifiche, non semplici "liste" on-line (che non hanno né riferimenti a studi che le supportino né bibliografie). Ho chiesto conferma anche a chi, in ospedale, ci lavora ogni giorno ed ha una formazione più ampia della mia.

Quindi: FATE GIRARE e diffidate dalle pubblicazioni che tentano di dare una visione semplicistica e miracolistica di qualunque cosa, attirando l'attenzione, fregandosene dei potenziali danni che possono causare o, più probabilmente, inconsapevoli della pericolosità di quanto diffondono con tanta facilità.

Uno speciale ringraziamento a Spartaco Mencaroni per la collaborazione e per il supporto medico - scientifico che mi ha permesso di realizzare questo post.
Tania Tanfoglio


INDICE DELLE FONTI: