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15 giugno 2012

Profumo di primavera tra le pagine di un libro

Il prossimo 21 giugno il blog Evolve or die di Patrizia Martellini ospiterà la nona edizione del Carnevale dei libri di scienza dedicata al tema delle Piante.
A questo proposito, vorrei presentarvi un libro al quale sono molto affezionata: "Il grande libro delle Cent'erbe".
Quella che vedete in copertina, è vecchia edizione del 1998 di Demetra S.r.l.
Mi è stato regalato proprio nell'estate del 1998, l'estate del mio esame di maturità.
Ricordo ancora i pomeriggi passati in giardino a studiare geografia astronomica!
Per l'esame orale, bisognava partire da due materie a scelta. La mia prima era geografia astronomica, la seconda italiano. Studiavo in giardino, in compagnia della mia migliore amica di allora, all'ombra del pino; è stato piantato dai miei genitori quando io avevo poco più di un anno: praticamente siamo cresciuti insieme! Ora è enorme ed un po' particolare, mi ricorda un grande ombrello: è privo di punta per non essere troppo pesante, carico di neve, nei mesi invernali; in questa stagione, invece, fa la stessa confortante ombra di 14 anni fa... E mi piace ancora rifugiarmi lì sotto con un buon libro da scoprire o per rituffarmi in qualche vecchio romanzo che conosco a memoria!

In quei giorni, che precedevano il mio primo vero esame, esistevano solo i libri di scuola, non avevo nè tempo nè energia per passeggiare in giardino e cogliere i mille profumi della primavera ormai inoltrata, prossima all'estate.
Il giardino, con i suoi aromi, è rimasto lì a fare da contorno alle mie giornate, aspettando paziente che terminassi gli esami e potessi dedicargli un po' più di attenzione.

Poi, per fortuna, gli esami sono finiti ed è arrivato questo bel libro dalla copertina verde decorata di fiori e dal titolo che mi ricorda una saggezza antica.
Perfetto, da sfogliare in giardino, avvolta dai profumi delle mie erbe aromatiche preferite, per scoprirne le proprietà o i segreti di cosmesi naturale.
Lo sapevate che strofinare la salvia sui denti li rende più bianchi?


Il rosmarino, invece, agevola la digestione.
Un infuso di rosmarino, unito all'acqua del bagno, ha un effetto stimolante.


Ho sempre avuto una particolare sensibilità olfattiva: mi piace scoprire gli aromi nascosti in un piatto. Proprio per questo mi piacciono molto anche le ricette presenti nel libro, tutte da scoprire ed assaporare.

L'aglio, oltre che per preparare piatti gustosi, può essere utile contro le verruche.
Attenzione, però, se avete la pressione bassa o irritazioni a stomaco e intestino.


Il peperoncino è utile per stimolare la circolazione sanguigna e contiene la capsaicina, il composto chimico che gli conferisce il suo inconfondibile sapore piccante!

Vi ho presentato solo una piccola parte delle schede del libro: il testo infatti, si apre con una introduzione ai diversi composti chimici presenti del regno vegetale e poi presenta tantissime schede e ricette... Curiosità e golosità per più di 400 pagine!
Buona lettura a tutti

Tania Tanfoglio

27 maggio 2012

Un libro e un quaderno nel mio destino

Un titolo bellissimo per il Carnevale dei libri di scienza n°8 che verrà pubblicato domani su Gattivity Emanuela Zerbinatti.

Ecco come Emanuela introduce questo splendido tema nella presentazione del Carnevale: "Non importa di quale scienza vi stiate occupando oggi, né se poi siate diventati davvero scienziati. Raccontatemi quale libro di scienza vi ha fatto desiderare di occuparvi di questo nella vita o quali hanno corretto la rotta del vostro cammino. Perché, non dimentichiamo che il cammino per diventare scienziati è lungo. E, a ben guardare, non finisce mai. Nel corso degli anni le inversioni di percorso o anche solo piccoli aggiustamenti ci sono. E chissà che dietro non ci sia proprio un libro."

Ora sarete forse curiosi di sapere qual è il mio. Ci ho pensato a lungo, mancano poche ore alle 12, termine per consegna dei contributi, ed io inizio a scrivere solo ora.


Potrei citarvi  L'Anello di Re Salomone scritto dall'etologo austriaco Konrad Lorenz. L'immersione totale dello scienziato nel suo lavoro è uno splendido esempio di cosa voglia dire fare qualcosa per passione.

"Chi mai oserebbe infatti imporre alla consorte di lasciar circolare liberamente un ratto domestico, che con i denti strappa tanti bei pezzettini dalle lenzuola per tappezzaze la tana; o di permettere a un cacatua di beccar via tutti i bottoni dalla biancheria stesa in giardino; o di accogliere, per la notte, in camera da letto, un'oca selvatica addomesticata, per lasciarla poi volar via dalla finestra al mattino?"... E potrei continuare così per altre venti pagine."
(Konrad Lorenz, L'anello di Re Salomone, Quando gli animali combinano guai)


Potrei parlarvi anche l'Enciclopedia della Salute del 1976 Edizioni Librex.
Una delle più belle immagini dell'enciclopedia, tratta dal I volume.
L'aveva comperata mia mamma, da sempre attratta dai temi medici, anche se poi ha scelto un'altra strada. Quei volumi rossi hanno sempre esercitato su di me un fascino incredibile.
Su quella enciclopedia, una volta, avevo visto un'immagine del cuore. Ricordo che, a scuola, dissi ai miei compagni e alla maestra: "Il cuore ha la forma di un telefono!" L'arco aortico, ai miei occhi di bambina, sembrava la cornetta telefonica! Chissà perché!

Questi per me sono stati due testi importanti. Sono, però, arrivata alla conclusione che, prima di un libro, nel mio destino c'è un quaderno. Il mio quaderno di scienze delle medie che ora, mentre scrivo, è qui accanto a me.
Un quaderno ricco di schemi, disegni, riassunti, colori... Entusiasmo.
Ed è un quaderno semplice che fornisce le informazioni più importanti, senza nozioni poco comprensibili e semplicemente mnemoniche.

Naturalmente un libro c'era. E me lo ricordo ancora.  Era Le Monnier di scienze sperimentali. Purtroppo non ce l'ho più, sono passati vent'anni. In rete non trovo neppure l'immagine di copertina.
Era un bel librone, di quelli di una volta, un unico libro per 3 anni. Che sfogliavo, sfogliavo, sfogliavo... Studiavo e lavoravo sul mio quaderno. 


Eccovi qualche bel lavoro realizzato con la professoressa Daniela Volpi. Sono lavori di una bambina di 11 anni, senza pretese, ma ci sono davvero affezionata! E voglio dire un grazie alla professoressa di allora che ci ha fatto realizzare questo coloratissimo quaderno.

Le trasformazioni dell'acqua

Il disegno di un'esperienza di laboratorio per comprendere le soluzioni

Una mia interpretazione della catena alimentare

La pelle. Chissà se alle allieve del CFP questo disegno ricorda qualcosa?!

Quando ne ho avuto l'occasione, ho cercato di creare sui quaderni dei miei studenti quella stessa atmosfera. Credo che, soprattutto i ragazzi delle medie e del biennio delle superiori, abbiano bisogno di fare, per comprendere e assimilare.

I libri di oggi sono pieni di spunti e di approfondimenti, forse troppi; a volte, semplicemente, sono mal interpretati dai docenti.

Quest'anno ho avuto poche occasioni di stare in classe, ma ho avuto molte occasioni di stare a contatto con i ragazzi, che in classe ci vanno ogni giorno. E di parlare con loro.
Purtroppo, a volte, c'è la demotivazione nei loro occhi: la mancanza di entusiasmo lascia il posto all'indifferenza o, se siamo fortunati, al semplice senso del dovere.
Teste riempite di nozioni, spesso senza un perché, fine a se stesse; quaderni bianchi, vuoti, senza un pensiero, un riassunto, uno schema o un disegno. Libri sottolineati "sotto dettatura", senza uno spunto di riflessione, un commento, una curiosità. Termini imparati a memoria. Il programma è questo, lo dovete imparare, che vi piaccia o no, non c'è tempo.

Un ragazzo che conosce a malapena la struttura del DNA, che non sa chi lo ha studiato e scoperto, cosa può mai comprendere dell'ingegneria genetica?
Ha davvero senso far loro studiare la reazione polimerasica a catena, i passaggi del sequenziamento, dell'elettroforesi o la terapia genica?
Studiare i 12 nervi cranici o le diverse parti che compongono il tronco cerebrale, è utile a uno studente di seconda media?

Non lo so, forse mi sbaglio. 
E' giusto che un ragazzo si renda conto delle nuove scoperte in campo scientifico ma, forse, è meglio riflettere insieme sul cambiamento, sulle potenzialità.
In 50 anni siamo passati dalla conoscenza della struttura del DNA, alla possibilità di sequenziare il genoma umano. E' bello che un ragazzo delle medie conosca il sistema nervoso: magari, però, è più utile, riflettere sul suo funzionamento, sulla sua incredibile velocità e precisione, piuttosto che imparare a memoria una serie di termini, che nella testa di un allievo non riescono ad acquisire un significato o una valenza precisa.

Scusate la vena un po' polemica del post, ma non sopporto il nozionismo fine a se stesso, privo di elaborazione, di personalizzazione, di obiettivi.

Grazie al web e all'esperienza di Science for passion, so che la scuola italiana è anche altro. Per fortuna, ho conosciuto molti insegnanti in gamba e che, sono sicura, portano in classe ogni giorno il loro entusiasmo e le loro competenze, senza perdere mai di vista l'obiettivo.
Non dimenticate mai l'importanza del nostro lavoro e il grande privilegio che avete ogni giorno entrando il classe.


Dedico il post ai miei professori di allora e ai miei studenti, di ieri, di oggi e, spero, di domani.
Tania Tanfoglio


"Non ho mai insegnato nulla ai miei studenti; ho solo cercato di metterli nelle condizioni migliori per imparare" (Albert Einstein)

18 gennaio 2012

Dalla fantascienza alla scienza: il tempo

Il carnevale dei libri di scienza di questo mese, ospitato da Gli studenti di oggi, mi dà lo spunto per parlarvi di un nuovo argomento che avevo in cantiere da un po’: il tempo.
Iniziamo con i due libri di fantascienza particolarmente carichi di emozioni.

Il tempo visto dalla fantascienza:
Il figlio del tempo è un romanzo di fantascienza scritto nel 1992 da Isaac Asimov e Robert Silverberg; si basa su un racconto precedentemente scritto dallo stesso Asimov, nel 1958. Miss Fellowes è infermiera specializzata alla quale viene chiesto di lavorare per la Stasis Corporation; si tratta di un’organizzazione che preleva animali, vegetali, oggetti e persone da epoche passate. Un viaggio temporale conduce un piccolo Homo Neanderthalensis, detto Timmie, vissuto quarantamila anni fa, nel nostro presente, strappandolo al suo tempo e alla sua tribù. Miss Fellowers ha il compito di occuparsi del bambino.
La storia si snoda mettendo in luce il rapporto tra i due protagonisti e il profondo affetto che progressivamente li lega.
Mentre Timmie fa progressi, impara a parlare, a mangiare con coltello e forchetta, a vestirsi e a leggere, gli scienziati lo esaminano.
Nel romanzo, presente e passato si alternato e si intrecciano: Asimov e Silverberg ci presentano, infatti, anche brevi episodi che si svolgono nell'età della pietra.

L’altro testo che vi voglio presentare è Il curioso caso di Benjamin Button, un breve racconto scritto da Francis Scott Fitzgerald nel 1922. Nel 2008, l'opera è stata trasposta per il grande schermo dal regista statunitense David Fincher.
La storia inizia nel 1860, anno di nascita del protagonista: Benjamin Button. Benjamin è un bambino particolare perchè nasce con l'aspetto di un uomo anziano e, durante il suo percorso di vita, torna giovane.

Ecco due frasi significative tratte dal film:

“Capita a tutti di sentirsi diversi in un modo o nell'altro, ma andiamo tutti nello stesso posto, solo che per arrivarci prendiamo strade diverse...”

“Per quel che vale... non è mai troppo tardi, o nel mio caso, troppo presto per essere quello che vuoi essere. Non c'è limite di tempo, comincia quando vuoi... puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo, possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio. Spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa delle tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero.”

I due libri sono a mio avviso molto affascinanti perché, oltre ad essere scritti con un particolare riguardo per le emozioni e i sentimenti, trattano temi che da sempre solleticano la mia immaginazione, come la possibilità di viaggi nel tempo o l'idea che il tempo possa scorrere a ritroso.

Il tempo visto dalla scienza:
Ma ora passiamo dalla fantascienza alla scienza. Cos’è il tempo e come si misura?

Il tempo è un concetto fisico che utilizziamo per stabilire la contemporaneità o l’ordine di una serie di eventi. La sua misurazione si basa su metodi astronomici diversi che fanno riferimento al moto apparente del Sole (tempo solare) o a quello delle stelle (tempo sidereo). È grazie a questi riferimenti astronomici che calcoliamo il passare del tempo: i giorni, le ore che li compongono e gli anni che passano per il loro susseguirsi.

Moto apperente
Prima di capire la differenza tra questi sistemi di misurazione del tempo, chiariamo il concetto di moto apparente con un’immagine.
Questa immagine, così come le due che seguono, è tratta dagli Itinerari scientifici che trovate sul sito Pianeta Scuola. Si tratta di un laboratorio di scienze on-line attraverso il quale è possibile ripassare vari argomenti e mettersi alla prova con diversi test.
Il moto di rotazione della Terra da ovest verso est fa in modo che si veda il Sole muoversi sulla volta celeste da est (alba) verso ovest (tramonto): questo è il moto apparente del Sole.

Giorno solare e giorno sidereo
Il tempo impiegato dalla Terra per compiere una rotazione intorno al proprio asse è detto giorno. La durata del giorno risulta diversa se si prende come punto di riferimento esterno per misurare la rotazione una stella o il sole.

Essendo molto distante, una stella rappresenta un buon punto di riferimento e può essere considerata ferma rispetto alla Terra (stella fissa). Il tempo impiegato affinché una stella fissa ritorni nello stesso punto (in termini tecnici si parla di culminazione sul meridiano del luogo) misura la durata di un’effettiva rotazione di 360° della Terra intorno al proprio asse.
Il giorno così misurato è detto giorno sidereo e dura circa 23 ore e 56 minuti (23h 56m 4,0989s).
Movimento di rotazione della Terra.
Il giorno sidereo può ritenersi costante per piccoli intervalli di tempo: il nostro Pianeta, infatti, sta impercettibilmente rallentando; si stima una variazione della sua velocità angolare (ovvero la sua velocità di rotazione) di 4 ore ogni 700 milioni di anni.

Tutte le nostre attività sono regolate in base alla posizione del Sole, per questo è importante comprendere anche il concetto di giorno solare.
In ogni luogo e in qualunque giorno, l’ora del mezzogiorno è definita dal passaggio del Sole nel punto più alto nel cielo.
Se, dunque, misuriamo il tempo necessario affinché il Sole culmini per due volte consecutive sullo stesso meridiano (intervallo di tempo tra due mezzodì) si ottiene il giorno solare, pari a circa 24 ore.

Il sole, tuttavia, non si può però considerare fisso rispetto alla Terra. Cerchiamo di comprenderne il motivo. La Terra ruota attorno al proprio asse e contemporaneamente compie un movimento di rivoluzione in senso antiorario di 360° attorno al Sole: la Terra impiega circa 365 giorni a compiere questo movimento, con una velocità angolare di circa 1° al giorno.
Movimento di rivoluzione della Terra attorno al Sole.
Una volta che la Terra ha compiuto, dopo 23 ore e 56 minuti, una rotazione completa di 360° attorno al proprio asse, non trova il Sole nuovamente in culminazione, perché si è spostata in senso antiorario rispetto ad esso di circa 1°, a causa del moto di rivoluzione. Per ritrovare nuovamente il Sole in culminazione la Terra deve ruotare attorno al proprio asse ancora di 1°, compiendo una rotazione complessiva di 361°.
Confronto tra giorno sidereo e giorno solare - Immagine tratta da Wikipedia.
Vediamo ora di fare qualche semplice calcolo per comprendere qual è la velocità di rotazione della Terra e quanto tempo impiega il nostro pianeta a coprire 1°.
Rotazione completa attorno all'asse: 360°.
Tempo impiegato per compiere tale rotazione: 24 h.
Quindi: 360°/24h = La Terra ha una velocità angolare di15°/h
Per coprire 1° impiegherà quindi 1/15 di ora, pari a 4 minuti circa.

A questo punto è necessario fare un'ulteriore precisazione: il giorno solare non ha sempre durata costante di 24 ore; per comprenderne il motivo, basta ricordare che la durata del giorno solare dipende anche dal movimento di rivoluzione.
Studiamolo meglio con questa immagine:
Movimento di rivoluzione della Terra attorno al Sole. Il disegno mostra l'orbila ellittica con  il punto di massima vicinanza (perielio) e il punto di massima lontananza della Terra dal Sole (afelio). Per approfondire e vedere anche delle interessanti animazioni in merito, cliccare qui. 
Per la seconda legge di Keplero un pianeta si muove più rapidamente quando è vicino al Sole e più lentamente quando è lontano. 
Il perielio è il punto di minima distanza della Terra rispetto al Sole. La Terra raggiunge il proprio perielio il 3 gennaio circa. 
L'afelio è il punto di massima distanza della Terra dal Sole. La Terra raggiunge il proprio afelio il 4 luglio circa. 
In prossimità del perielio la velocità angolare di rivoluzione è maggiore e lo sarà anche la durata del giorno solare: ci vorranno poco più di 4 minuti per ritrovare il Sole in culminazione.
In prossimità dell'afelio la velocità angolare di rivoluzione è minore e lo sarà anche la durata del giorno solare: ci vorranno poco meno di 4 minuti per ritrovare il Sole in culminazione.

Le ore e i fusi orari
Il valore di 24 h che noi utilizziamo rappresenta, quindi, il giorno solare medio.

Unità più piccole di tempo solare sono le suddivisioni del giorno, ovvero:
1/24 di un giorno = 1 h
1/60 di h = 1 min
1/60 di min = 1 sec
In una certa località è mezzogiorno quando il Sole culmina sul meridiano del luogo, ovvero quando raggiunge il punto più alto nel suo moto apparente da est a ovest.


Ora, il Sole non può essere contemporaneamente in culminazione in due città che si trovino su diversi meridiani. Ad esempio, il sole non può essere contemporaneamente nel punto più alto del cielo a Venezia e a Milano, dato che la città veneta si trova più a est rispetto al capoluogo lombardo. Quando a Venezia è mezzogiorno, a Milano, che si trova più ad ovest, il Sole deve ancora giungere nel suo punto più alto: mancherà qualche minuto a mezzogiorno!
Per evitare che i differenti luoghi di uno stesso stato presentino ore diverse, è stato stabilito di dividere la superficie terrestre in 24 spicchi aventi un’ampiezza longitudinale di 15° l’uno. Tali spicchi sono detti fusi orari: all'interno di ciascun fuso, tutti gli orologi segnano la stessa ora convenzionale. In linea generale, i fusi orari corrispondono ai meridiani, ma sono stati opportunamente modificati per seguire i confini politici degli stati. Stati molto estesi in longitudine, come gli Stati Uniti, utilizzano naturalmente più di un fuso. Il primo fuso coincide convenzionalmente con il meridiano passante per il Royal Greenwich Observatory, in Inghilterra (meridiano di Greenwich).
Mappa dei fusi orari, tratta da Wikipedia.

La linea di cambiamento di data è una linea convenzionale che attraversa da nord a sud l’oceano Pacifico, coincidendo in buona parte con il 180° meridiano (antimeridiano di Greenwich). 
La linea divide a metà il 12° fuso orario: le due metà del fuso si trovano alla stessa ora, ma di un giorno diverso. Per evitare disagi, la linea del cambiamento di data decorre nel mezzo dell’oceano e segue alcune deviazioni rispetto al meridiano, in modo tale da non attraversare zone abitate.

La durata dell'anno ed il calendario
Come abbiamo visto, la Terra possiede un moto di rivoluzione intorno al Sole in senso antiorario.
Il tempo necessario affinché la Terra si trovi nella stessa posizione rispetto al Sole è detto anno solare o tropico. Per stabilirne la durata è sufficiente misurare l’intervallo di tempo tra due equinozi o due solstizi dello stesso segno (esempio: il tempo che intercorre tra due equinozi di primavera). 
Questa immagine schematica mostra molto chiaramente il movimento di rivoluzione della Terra intorno al Sole e le relative date degli equinozi e del solstizi. L'immagine proviene da un interessante articolo "Moto di rivoluzione terrestre" di Scienze a scuola.
A causa del fenomeno della precessione degli equinozi, l’anno tropico risulta pari a circa 365 giorni 5 ore e 49 minuti (365d 5h 48m 45s).
Per questo motivo, l’anno tropico non è un multiplo esatto del giorno solare medio e non inizia alle ore 00 del 1 gennaio, ma alle ore 5 e 49 minuti del 1 gennaio. Naturalmente questo lasso di tempo eccedente va recuperato per evitare il progressivo sfasamento tra anno civile e tempo astronomico. Ogni 4 anni si verifica, infatti, uno sfasamento di circa 24 ore (ovvero di circa 6 ore all'anno per 4 anni). Questo è il motivo per il quale ogni 4 anni si introduce un anno bisestile, come sarà anche questo 2012.
Uno dei primi calendari utilizzati a questo scopo è il calendario giuliano, istituito da Giulio Cesare nel 45 a.C. Il calendario giuliano prevede un anno civile di 365 giorni ed un recupero delle 6 ore ogni quattro anni  (6h x 4 anni=24h), con l’introduzione di un giorno in più. Il giorno in più veniva aggiunto tra il sesto ed il settimo giorno prima di marzo e chiamato bis sextum, da cui bisestile.
L’anno tropico non dura però esattamente 365 giorni e 6 ore, ma 365 giorni 5 ore e 49 minuti. Il calendario giuliano, recuperando 6 ore, contava circa 11 minuti in più all'anno e ciascun giorno bisestile introdotto portava uno sfasamento di circa 44 minuti rispetto al tempo astronomico.
Verso il 1500 il tempo civile aveva accumulato uno sfasamento di circa 10 giorni rispetto al tempo astronomico. Nel 1582 papa Gregorio XIII riformò il calendario. 
Vennero dapprima soppressi i 10 giorni che si erano accumulati (si passò dal 4 ottobre del 1582 al 15 ottobre del 1582) ed il calendario giuliano venne sostituito dal calendario gregoriano, lo stesso che si usa ancora oggi.
Poiché gli 11 minuti contati in più ogni anno sfasano il calendario giuliano di circa 3 giorni ogni 400 anni, il calendario gregoriano introduce un nuovo meccanismo per eliminare appunto 3 giorni ogni 400 anni. Tale meccanismo prevede che siano bisestili gli anni divisibili per quattro a eccezione di quelli centenari non multipli di 400. Così il 1600 fu un anno bisestile, ma il 1700 e il 1800 furono anni comuni.


Il tempo nel tempo
Infine, se vi interessa l'argomento e volete approfondirlo anche da un punto di vista storico vi consiglio questo interessante link: Il tempo: dove, quando e come è stato misurato.
Tania Tanfoglio


Fonti:

"Tempo." Microsoft® Student 2008 [DVD]. Microsoft Corporation, 2007.
"Calendario." Microsoft® Student 2008 [DVD]. Microsoft Corporation, 2007.
"Terra." Microsoft® Student 2008 [DVD]. Microsoft Corporation, 2007.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tempo
http://it.wikipedia.org/wiki/Moti_della_Terra
http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario
http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_giuliano
http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_gregoriano

12 dicembre 2011

I miei libri, tra scienza e ricordi d'infanzia

Questo post partecipa al Carnevale dei libri di scienza #3 ospitato da Gravità zero; ecco i miei dieci libri da regalare per Natale.

Iniziamo con un libro che vi ho già presentato in un paio di post precedenti: il Manuale degli indovinelli di V. Melegari. Un libro divertente che fa scoprire ai bambini e ai ragazzi un modo diverso per stare insieme. Ricordo come, da bambina, portando il libro a scuola, mi divertissi all’intervallo a porre sempre nuovi quesiti ai miei compagni; ecco il primo dei 107 indovinelli proposti nell’ultimo capitolo del manuale.
 
Sto sui tetti e non sono uccello.
Sono bianca e non sono farina.
Sono un’arma per il monello,
la sorpresa di una mattina…

E qui qualche altro indovinello!

Della stessa collana, fa parte anche il Manuale dello scienziato di M. Johnson, J. G. McPherson e A. Ward. Il testo propone una serie di esperimenti per rendere più familiari i concetti alla base della chimica, dell’elettronica, del volo e del galleggiamento... Per giovani futuri scienziati o, semplicemente, ragazzi curiosi!
Un libro dal sapore un po’ nostalgico e patriottico: Cuore di Edmondo de Amicis, pubblicato nel 1888. Ne ho a casa una vecchia edizione del 1976 con le pagine ormai ingiallite dal tempo: nelle sue pagine si ritrova un mondo antico che fa parte della nostra storia e che le giovani generazioni non dovrebbero dimenticare. Splendidi anche i racconti mensili del maestro Perboni.
Sempre per non dimenticare, consiglio Le tue antenate, di Rita Levi Montalcini. 70 donne protagoniste nella società e nella scienza, dall’antichità ai giorni nostri, che hanno dovuto lottare contro i pregiudizi per poter studiare ed entrare nei laboratori. Hanno rischiato di vedersi strappare le loro scoperte fondamentali, spesso attribuite ai soli colleghi uomini. Il libro si apre con la storia di Ipazia, la più famosa tra le scienziate dell’antichità. 
Tra le scienziate del Novecento citate nel testo, vorrei invece ricordare Eugenia Sacerdote de Lusting, recentemente scomparsa.
Per chi ama, invece, il racconto fantastico abbiamo Flatlandia: un classico del XIX secolo scritto da Edwin Abbott Abbott. Il racconto narra la vita di un abitante di un ipotetico universo bidimensionale che entra in contatto con l’abitante di un universo tridimensionale. In proposito, vi lascio le divertenti vignette di Popinga  e un video. 
Immagine realizata da Popinga, qui potete leggere il post e qui vedere la seconda serie de:

"I matematici di Flatlandia"



Da brava biologa, devo consigliarvi L'Anello di Re Salomone scritto dall'etologo austriaco Konrad Lorenz. Il titolo richiama la leggenda secondo la quale il Re Salomone avesse un anello che gli permetteva di parlare con gli animali e capirne il linguaggio. Consigliato a chi ama gli animali.
Di biologia e scienza si parla anche in questo libro: Breve storia della biologia, scritto da Isaac Asimov; ci sono particolarmente affezionata per svariati motivi. Asimov in queste pagine, ci porta alla scoperta della storia della biologia in modo diverso da un tradizionale libro di testo, mettendo in luce anche aspetti a volte trascurati o poco noti. Questo libro, inoltre, è legato alla nascita del mio blog: infatti, ho vinto il testo di Asimov partecipando ad un concorso di Gravità Zero. In quell’occasione scrissi il mio primo articolo e, poco tempo dopo, è iniziata l’avventura di Science For Passion!
Un bel libro per avvicinare i ragazzi alla filosofia: Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder, di cui esiste anche la versione cinematografica.

Concludo con due libri un po’ più impegnati ma davvero ben scritti.Il libro di fisica, scritto sempre da Isaac Asimov: un manuale che è anche un romanzo che introduce il lettore, in una forma semplice e scorrevole, nei segreti della scienza, fisica e non solo!
Buchi neri e universi neonati, di Stephen Hawking. Vi lascio con una citazione tratta dal libro, che a me è piaciuta molto. “All’inizio non facevo differenza fra una scienza e l’altra, ma dall’età di tredici o quattordici anni concepii il desiderio di dedicarmi alla fisica, perché era la scienza più fondamentale, nonostante io la considerassi la materia più noiosa a scuola essendo così facile e ovvia. La chimica era molto più divertente perché in essa accadevano continuamente cose inattese, come delle esplosioni. Ma la fisica, e l’astronomia, offrivano la speranza di capire da dove veniamo e perché esistiamo. Volevo sondare le profondità remote dell’universo. Forse ci sono riuscito in piccola parte, ma ci sono ancora moltissime cose che desidero sapere.”

L'ordine di questa presentazione è puramentre casuale e dettato dall'estro del momento! 

Buona lettura a tutti!
Tania Tanfoglio

22 novembre 2011

Indovinelli... Giocando con i numeri: le soluzioni!

Per il secondo Carnevale dei libri di scienza ho cercato un libro che fosse in accordo con il tema proposto ma anche affine alle tematiche tipiche del mio blog.
Ho pensato di proporre alcuni indovinelli e giochi matematici tratti dal Manuale degli indovinelli. È così che è nato il post  "Indovinelli… Giocando con i numeri". 
Qui vi propongo le soluzioni. 

Iniziamo con la tavola pitagorica. 

Tavola pitagorica con i numeri da 1 a 10: immagine tratta da Wikipedia.
Quante volte il 12 è presente nelle tabelline?
il 12 figura 6 volte nella tavola della moltiplicazione; infatti, è presente nelle tabelline dell'1, del 2, del 3 del 4, del 6 e del 12.

La tavola delle tabelline è finita o… Infinita?! Perché?
La tavola pitagorica non si limita al tradizionale quadrato con le tabelline dall'1 al 10 ma va da 1 all'infinito.
Ed ora passiamo all’enigma della sfinge, proposto nella copertina del libro. 



Il numero corretto da inserire nell'esagono è 16.
In ogni esagono è inserito il numero risultante dalla moltiplicazione tra i numeri degli esagoni che stanno a nord-ovest (cioè sopra ma verso sinistra) e a nord est (cioè sopra ma verso destra) di ogni esagono considerato, detratto il numero contenuto nell'esagono che sta a nord (ovvero in alto)! 
Quindi: in altro e sinistra dell'esagono con il punto di domanda trovo il numero 3; in altro a destra trovo il 7; li moltiplico tra loro e al risultato tolgo il numero che sta sopra all'esagono con il punto di domanda (ovvero il numero 5).
(3x7)-5=16!
Naturalmente quanto ho scritto vale anche per gli altri numeri presenti nello schema:
(2x3)-1=5
(1x5)-2=3 
(5x2)-3=7
  
Un altro quesito della sfinge:
Qual è l’animale che all’alba cammina con 4 zampe, a mezzogiorno con 2 e alla sera con 3? 
L'animale è l'uomo.

Vediamo ora le risposte agli indovinelli matematici:

Quanti colpi batte in 24 ore un orologio che suona soltanto le ore?
L'orologio batte 156 colpi: ossia 2 volte la somma dei numeri da 1 a 12.

Qual è il numero che moltiplicato per 8 dà come risultato 9?
Si tratta del numero decimale 1,1257.

Qual è il numero che aumentato di 3, dà 3 volte la sua metà?
Si tratta del numero 6: 6+3=9 ovvero 3 volte 3 (3 è appunto la metà di 6)

Siete capaci di ottenere come risultato 100, scrivendo soltanto una volta, nell’ordine, i numeri da 1 a 9?
[(123-45)-67]+89 = 100
Naturalmente è corretto anche così: 1+2+3+4+5+6+7+(8x9)=100
 
Quanti topi mangia un gatto a digiuno?
1 solo topo, perché poi non è più a digiuno!

Vi è un grande tempio, poggiato su 1 colonna; questa è circondata da 12 città; ogni città ha 30 puntelli e presso ogni puntello vi sono 2 donne, una bianca e l’altra nera.
Il mondo è il tempio, la colonna è l'anno circondato da 12 città, ovvero i mesi. I 30 puntelli sono i giorni e le due donne sono il dì e la notte!

E concludiamo con un po’ di geometria. La domanda era: è possibile far stare sul cassone del camion tutto ciò che si vede a terra? No? Allora cosa avanza?

Tutte le figure possono essere messe sul camion: ingrandire, stampare, ritagliare e provare... Per credere!

Ed infine: quale figura bisogna inserire al posto dell'interrogativo?

Naturalmente, la figura mancante è l'esagono; infatti: il triangolo ha 3 lati, il quadrato 4, il pentagono 5 e l'esagono 6!
Un grazie a Martina C., Christian M., Nicolò C., Letizia P. e Giulia M. per aver partecipato!
I nomi sono in ordine di partecipazione! Siete stati tutti molto bravi!
Un saluto,
Tania Tanfoglio

21 novembre 2011

Carnevale dei libri di scienza su Mr Palomar



è on line il secondo appuntamento con il Carnevale dei libri di scienza ospitato da Mr Palomar. 


Molto bella la presentazione del mio post, Indovinelli… Giocando con i numeri; presto pubblicherò le soluzioni. Per chi se lo fosse perso, su Scienza Express c'è anche la prima edizione di questo interessante Carnevale: anche in quest'occasione avevo partecipato rispolverando un libro di molti anni fa!
Buona lettura,
Tania Tanfoglio

15 novembre 2011

Indovinelli… Giocando con i numeri


Per il secondo Carnevale dei libri di scienza ho cercato un libro che fosse in accordo con il tema proposto ma anche affine alle tematiche tipiche del mio blog. Il Carnevale è ospitato da Mr. Palomar ed il tema di questa edizione è il gioco. Mi sono detta: “Perché non giocare con i numeri?”

 Ho pensato di proporvi alcuni indovinelli e giochi matematici tratti dal Manuale degli indovinelli. È un testo del 1984 di Vezio Melegari, illustrato da Origone ed edito da Euroclub.

Il libro si rivolge soprattutto a bambini e ragazzi; propone: enigmi, giochi, indovinelli e ne racconta la storia. Questa vignetta ne riassume bene il contenuto:


Questo post è per tutti i miei studenti, soprattutto quelli che devono imparare a non aver paura dei numeri… Mi raccomando: leggete con attenzione! Magari potrete provare anche voi ad inventare degli indovinelli che hanno a che fare con la matematica o la geometria…
Naturalmente tutti gli indovinelli che vi propongo nel post li trovate nel Manuale degli indovinelli. 
A proposito di aritmetica, avete mai pensato a quanti indovinelli si possono fare con la tavola della moltiplicazione, la cosiddetta tavola pitagorica?

Tavola pitagorica con i numeri da 1 a 10: immagine tratta da Wikipedia.

Ad esempio: quante volte il 12 è presente nelle tabelline?

Secondo voi, la tavola delle tabelline è finita o… Infinita?! Perché?

Ora vorrei proporvi alcuni indovinelli che hanno a che fare con i numeri, tratti sempre dal manuale.
Iniziamo con l’enigma della sfinge, proposto nella copertina del libro: qual è il numero corretto da inserire nell'esagono?


 Ed ora ecco un altro quesito della sfinge:
Qual è l’animale che all’alba cammina con 4 zampe, a mezzogiorno con 2 e alla sera con 3?


Vediamo come ve la cavate con qualche calcolo!

Quanti colpi batte in 24 ore un orologio che suona soltanto le ore?

Qual è il numero che moltiplicato per 8 dà come risultato 9?

Qual è il numero che aumentato di 3, dà 3 volte la sua metà?

Siete capaci di ottenere come risultato 100, scrivendo soltanto una volta, nell’ordine, i numeri da 1 a 9?

Ora… Usate un po’ di fantasia e vediamo se riuscite a risolvere questi:

Quanti topi mangia un gatto a digiuno?

Vi è un grande tempio, poggiato su 1 colonna; questa è circondata da 12 città; ogni città ha 30 puntelli e presso ogni puntello vi sono 2 donne, una bianca e l’altra nera.

Un po’ di geometria: è possibile far stare sul cassone del camion tutto ciò che si vede a terra? No? Allora cosa avanza?


Quale figura bisogna inserire al posto dell'interrogativo?


E per finire, una piramide tratta dal manuale!

1 x 9 + 2 = 11
12 x 9 + 3 = 111
123 x 9 + 4 = 1111
1234 x 9 + 5 = 11111
12345 x 9 + 6 = 111111
123456 x 9 + 7 = 1111111
1234567 x 9 + 8 = 11111111
12345678 x 9 + 9 = 111111111

Con questo semplice post spero di avervi dimostrato che avere a che fare con i numeri può anche essere divertente, che ne dite?
Come? Vi chiedete dove sono le soluzioni? Tocca a voi…

Vediamo chi è il più veloce…
Buon lavoro!
Tania Tanfoglio