18 ottobre 2010

Le malattie autosomiche recessive

Le malattie autosomiche si trasmettono dai genitori ai figli come previsto dalle leggi di Mendel e sono dovute a mutazioni presenti sui cromosomi autosomi, ovvero i cromosomi non legati al sesso. Le patologie con questo tipo di ereditarietà vengono suddivise in due categorie in base al meccanismo di trasmissione che le caratterizza. Distinguiamo, infatti, le malattie autosomiche recessive e le malattie autosomiche dominanti.

Le malattie autosomiche recessive sono causate dalla mutazione di un singolo gene, costituito da due alleli: un allele lo ereditiamo dalla madre, l'altro dal padre. Affinché la malattia si manifesti, è necessario che il figlio erediti l'allele recessivo mutato da entrambi i genitori;  se, invece,  eredita un allele mutato ed uno normale, si dice che è portatore sano della malattia. Essere portatore sano vuol dire non avere la patologia ma avere nel proprio DNA un allele mutato, che può essere trasmesso alle generazioni successive.
Normalmente i genitori di un bambino malato non manifestano la malattia in quanto sono portatori sani: entrambi i genitori presentato sia l'allele dominante sano sia l'allele recessivo mutato ma entrambi trasmettono al figlio allele mutato, distintivo della patologia.
Esempi di malattie autosomiche recessive sono: la fibrosi cistica, la fenilchetonuria, l'anemia mediterranea (o talassemia) o l'albinismo.
Il figlio di due portatori sani ha una probabilità su quattro (ovvero il 25%) di ereditare l'allele mutato da entrambi i genitori e, quindi, di essere affetto dalla patologia.
Ci sono due possibilità su quattro (ovvero il 50%) che il bimbo erediti un allele mutato da un genitore ed un allele sano dall'altro: in questo caso il nuovo nato sarà anch'esso portatore sano della malattia.
Infine, c'è una probabilità su quattro (ovvero il 25%) che il bambino erediti entrambi gli alleli normali: in questo caso, non avrà la malattia e non sarà neppure portatore sano. 
Questi eventi sono del tutto casuali e le percentuali rimangono le medesime per ogni gravidanza; il sesso del nuovo nato è ininfluente sulla trasmissione della patologia ereditaria, proprio perché il gene è localizzato sui cromosomi autosomi, non legati al sesso.
Se i membri di una famiglia sono portatori sani di una patologia senza saperlo, il bambino può essere il primo a manifestare la malattia.

Vediamo, con uno schema, il meccanismo di trasmissione delle malattie autosomiche recessive: 

Il medesimo concetto può essere espresso anche in altro modo.
Ovvero, se indichiamo con “a” l’allele malato e con “A” l’allele sano ne risulta che sia la mamma che il papà sono “Aa”, dato che sono entrambi portatori sani ed il loro DNA contiene sia la copia del gene normale sia quella mutata.

Possiamo vedere quindi lo stesso concetto attraverso un semplice schema: nella prima riga sono riportate le caratteristiche genetiche di un genitore, nella prima colonna le caratteristiche genetiche dell'altro genitore; dal loro incrocio si ottengono le caratteristiche genetiche dei figli. A fianco della tabella ho riportato le relative percentuali, come illustrato nel testo.


A
a
A
AA
Aa
a
Aa
aa

  25% AA figlio/a sano/a
  50% Aa figli/e portatori sani/e
  25% aa figlio/a malato/a



Se uno solo dei due genitori è portatore sano per una determinata patologia, la coppia non avrà figli malati. Indipendentemente da quale dei due genitori è portatore sano, la coppia avrà il 50% dei figli sani ed il 50% dei figli portatori sani. 

(Un grazie a Max per la consulenza nei disegni!)

Ecco lo stesso concetto espresso attraverso lo schema.


A
a
A
AA
Aa
A
AA
Aa
  50%  AA figlio/a sano/a
  50%  Aa figli/e portatori sani/e




Se con questo post sono riuscita a chiarirvi il meccanismo di trasmissione delle malattie autosomiche recessive e vi state appassionando all'argomento, vi aspetto numerosi a leggere il prossimo post nel quale vedremo il meccanismo di trasmissione delle malattie autosomiche dominanti.

Tania Tanfoglio


Bibliografia 

Eredità recessiva - Informazioni per pazienti e famiglie - Luglio 2008 - Tratto dal sito http://www.eurogentest.org
Russell Peter J., Wolfe Stephen L., (2009), Elementi di genetica, Edises

41 commenti:

  1. Risposte
    1. grazie della spiegazione Tania... finalmente ho capito questo concetto!!!

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    2. Grazie a te per aver fatto un giro da queste parti! Se hai domande in merito, puoi provare questa mia nuova iniziativa! http://www.scienceforpassion.com/p/chiedilo-tania.html
      Un saluto,
      Tania

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    3. Un lavoro perfetto parole chiare e concise conoscevo gia l'argomento ma è stato un ottimo ripasso e ho appreso questi concetti anche meglio di quando li ho studiati grazie mille

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    4. spiegazione di una chiarezza meravigliosa magari i professori fossero così esaustivi come te ! grazie per aver messo a disposizione il tuo tempo e creare un sito così interessante

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  2. ho girato un po' dapertutto,piu' facile di cosi non si poteva spiegare,e ho capito tutto! Grazie mille!

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    1. Grazie :-)Sono questi commenti che mi fanno venir voglia di continuare a scrivere!!
      In bocca al lupo per i tuoi studi!

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    2. Condivido di quello che ha scritto.. cosi è molto chiaro il concetto...
      sono contenta di aver trovato.

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  3. Ciao Tania, ma in queste malattie non capita che i genitori sono malati??

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    1. Ciao Anonimo (Metti un nick name... Magari sei passato di qui un sacco di volte e io penso di chiacchierare con una persona nuova! :-); è raro ma capita. Una persona che ha una malattia autosomica recessiva è aa. Se la malattia le consente di avere figli, trasmetterà il tratto a tutti i figli, sia maschi che femmine. Tutti i figli saranno portatori sani (naturalmente se il coniuge è sano)

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  4. Ciao Tania :))
    Ho trovato per caso questo post (stavo impazzendo nel cercare spiegazioni pre-esame :D) e voglio ringraziarti perchè mi hai illuminata!!!!! Finalmente una spiegazione chiara ed esaustiva!!
    Vorrei però chiederti una spiegazione riguardante l'Imprinting,potresti aiutarmi?
    Grazie! :)

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    1. Credo proprio che tu sia la stessa ragazza che mi ha scritto anche su FB... Come sai, ti ho risposto lì in privato! ;-)

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  5. Ciao..se un genitore è portatore sano e l'altro è malato cosa succede??

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    1. Ciao Anonimo,
      Benvenuto/a sul mio blog!
      Se un genitore è portatore sano (Aa) e l'altro malato (aa)avrai il 50% dei figli portatori sani ed il 50% dei figli malati.
      Ne ho parlato in questo post questo post: Esercizi, malattie recessive
      Il quadrato di Punnett che ti interessa è il terzo.
      Spero ti sia utile! Se ti va, fammi sapere se ti è chiaro lasciando un commento sotto al post ;-)
      Ciao,
      Tania

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  6. Grazie Tania ora penso mi sia chiaro..quindi nelle malattie recessive il gene modificato è quello a mentre in quelle dominanti è quello A??

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    1. Detto in questi termini è un'estrema semplificazione... Lo direi piuttosto in questo modo: ogni nostra caratteristica è determinata da un gene. Ogni gene è formato da due alleli, che indichiamo con le lettere dell'alfabeto. La caratteristica o malattia dominante è indicata con la lettera maiuscola; quella recessiva con la lettera minuscola. Nel caso di malattie recessive l'allele modificato si indica con la lettera "a" quindi avremo:
      AA = sano
      Aa = portatore sano
      aa = malato

      Nel caso di malattie dominanti l'allele modificato si indica con la lettera "A" quindi avremo:
      AA = malattia grave, spesso letale
      Aa = malato
      aa = sano

      Un saluto,
      Tania

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  7. Chiarissimo! Grazie mille :)

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  8. Bravissima e chiarissima!Grazie mille

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    1. Grazie! Se ti serve, a QUESTO LINK trovi un elenco ordinato di tutti i post di genetica presenti sul blog.
      Ciao,
      Tania

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  9. Spiegazione chiara ed esaustiva,prima che passassi di qui non mi erano chiari questi concetti ,dovendo superare i test di ammissione di professioni sanitarie mi stanno risultando utilissimiii, ti volevo chiedere se ci sono degli esercizi appositi, grazie in anticipo

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    1. Salve Francesco,
      puoi consultare questo link

      Relativamente alle malattie recessive, puoi cercare nella sezione:
      GENETICA: dalle basi all'approfondimento teorico e pratico

      Nella parte intitolata
      "Malattie autosomiche recessive: teoria, esercizi, alberi genealogici e probabilità"
      troverai diversi link agli esercizi.

      Naturalmente, cercando nel file troverai teoria ed esercizi di molti altri argomenti di genetica!
      Auguri per l'esame di ammissione,
      Tania Tanfoglio

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  10. Tutto chiarissimo e ben fatto. Credo di avere solo un dubbio, se tutti e 2 i genitori sono malati, avranno 100% di possibilità di fare figli malati?

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    1. Si, trattandosi di una malattia autosomica recessiva due genitori malati (aa) avranno tutti figli malati.

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  11. Ti ringrazio molto, sei un VALIDISSIMO aiuto alla preparazione del mio esame... ^_^

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  12. e se la mamma è portatrice e il padre no.. che possibilità c'è di trasmettere? 50% o piu?

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    1. Ciao Chicca,
      Se la malattia ha una modalità di trasmissione autosomica recessiva, il sesso della persona non è importante: la persona portatrice (madre o padre che sia) ha comunque il 50% di possibilità di trasmettere il tratto al figli o alle figlie.

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  13. Quando calcoli la percentuale è per ogni gravidanza? Quindi da una genitore Aa( PORTATORE) X AA ( SANO) su sette figli come devo calcolare ?? Scusa il disturbo grazie mille

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  14. Si, il calcolo con il quadrato di Punnett si riferisce ad ogni gravidanza. Per fare il calcolo della probabilità dei applicare le regole apposite.
    Prova a leggere questo.
    Per approfondire puoi guardare esercizi simili che trovi nella sezione probabilità, qui: Clicca qui

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  15. Spiegazione chiara ed esaustiva ...ma, forse per mia impreparazione o disattenzione, non ho capito la differenza tra "recessiva" e "dominante".
    Ho alcune mutazioni genetiche recessive ed altre dominanti, volevo iniziare a capirci qualcosa di più.
    Grazie mille di tutto.

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  16. Perdonami, trovato il link alle dominanti.

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    1. Nessun problema, sono contenta che hai trovato la spiegazione.
      In estrema sintesi, comunque: i tratti recessivi si manifestano solo se sono presenti entrambi gli alleli recessivi; i tratti dominanti si manifestano anche se è presente un solo allele dominante. Questo discorso, però, è corretto per i tratti dominanti e recessivi presenti sui cromosomi autosomi (dal numero 1 al numero 22). Per i cromosomi sessuali (X e Y, la ventitreesima coppia) il meccanismo di trasmissione è diverso e dipende dal sesso.
      Un saluto,
      Tania

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  17. Ci sono esami per vedere se una persona e' portatrice sana di malattie genetiche e quindi avere gravidanze responsabili o eventualmente rinunciare ad avere figli grazie e complimenti

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  18. Salve, si esistono esami per stabilire se una persona è portatrice sana di una malattia genetica.
    Si effettuano ricavando il DNA della persona da un semplice prelievo di sangue o dalla saliva.
    Tuttavia, si tratta di esami davvero costosi e le malattie genetiche, anche volendo fare lo screening solo di quelle più comuni, sono davvero tantissime.
    Per questo motivo, questo genere di esami viene solitamente proposto solo a chi ha una storia familiare legata ad una specifica malattia genetica (parenti stretti malati o figli malati).
    Un altro aspetto importante è che essere portatore sano di una malattia genetica autosomica recessiva non comporta normalmente nessun rischio.
    Un eventuale figlio può nascere malato solo se anche il partner è portatore sano della medesima malattia genetica.
    Il discorso è un po' diverso per le malattie genetiche recessive legate al cromosoma X. In questo caso, se una donna è portatrice sana potrebbe avere un figlio maschio malato. Tuttavia, in questi casi, solitamente si evidenzia una storia famigliare legata alla malattia genetica.
    Infine, se si tratta di una malattia dominante lo screening non serve perché non esiste il portatore sano; se il gene muta nella cellula uovo o nello spermatozoo non c'è modo di saperlo prima della fecondazione (a meno di non ricorrere alla fecondazione in vitro per motivi legati a problemi di concepimento).
    Lo screening potrebbe essere utile per evidenziare la presenza di mutazioni genetiche dominanti di patologie che si manifestano in età adulta (come il tumore al seno legato ai geni BRCA o la corea di Huntington), che possono essere trasmesse ai figli con una probabilità del 50%, oppure per escludere lo stato di portatore sano di specifiche malattie genetiche (in questo caso l’esame deve essere necessariamente fatto da entrambi i membri della coppia per il motivo che ho spiegato prima).
    Fino a qualche anno fa la 23andMe faceva test di screening su tantissime malattie genetiche a prezzi molto competitivi, anche se elevati: bastava ordinare il kit on line ed inviare loro un po' di saliva. Tuttavia, oggi non è più possibile.
    Pur essendo test utili e di validità comprovata, può essere pericoloso che un paziente riceva questi dati e li interpreti da solo, soprattutto se non ha una solida preparazione scientifica e ottime basi di genetica.
    Faccio un esempio. Posso scoprire che ho una mutazione BRCA e che mi verrà un tumore al seno. Che beneficio reale mi dà saperlo prima?
    Alcune persone riuscirebbero a vivere serenamente questa consapevolezza, sottoponendosi ad esami periodici e favorendo una diagnosi precoce.
    Altre, probabilmente, non sopporterebbero il peso di questa consapevolezza, perdendo anni interi di serenità.
    Oppure posso scoprire di avere una probabilità maggiore rispetto al resto della popolazione di sviluppare una certa malattia. Se so interpretare i dati, so come comportarmi e quale peso dare a questa informazione. Se non ho la formazione necessaria, potrei preoccuparmi molto e questo potrebbe compromettere il mio benessere a lungo termine.
    Faccio un ultimo esempio. Immaginiamo che una persona di 30 anni scoprisse di avere la mutazione per la corea di Huntington; i sintomi della malattia si manifestano tra i 35 e i 45 anni e, al momento, non esiste una cura. Siamo davvero sicuri che questa informazione non avrebbe ripercussioni sulla vita di questa persona (in ambito lavorativo, finanziario, personale, ecc).
    In conclusione, posso dire che ritengo i test genetici utilissimi, ma a certe condizioni. Mi auguro che in un futuro non troppo lontano, tutti possano accedere allo screening genetico, almeno per alcune patologie, ma servono metodiche meno costose, personale competente in grado di spiegare correttamente i risultati e sostenere il paziente e leggi adeguate per evitare discriminazioni.
    Forse sono andata un po' oltre la sua domanda iniziale, ma spero che questo spunto di riflessione possa essere utile.
    Un saluto,
    Tania Tanfoglio

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