12 maggio 2013

Topi agouti... Topi albini: esercizio svolto

Chiedilo a Tania

Oggi vi propongo un interessante esercizio richiesto da Barbara. Ecco la sua e-mail.

Ciao Tania,
ho trovato il tuo blog cercando su internet per i problemi di genetica e finalmente sono riuscita a capire alcune cose che sul libro erano spiegate poco o male. Sono una studentessa universitaria e tra un mesetto dovrei dare l'esame di genetica. Mi sto esercitando con alcuni esercizi, ma ce n'è uno che proprio non capisco: il problema riguarda non tanto l'esercizio in sé,  quanto le frazioni che utilizza... Non riesco a capire!! Te lo scrivo qui sperando in un tuo aiuto.
Grazie!!
Barbara

Nel topo un locus genico P è deputato alla formazione del pigmento. Se vengono accoppiati 2 genitori gialli eterozigoti per il locus, 3/4 della progenie è pigmentata ed 1/4 albina. Un altro carattere fenotipico riguarda l'aspetto del mantello e dall'incrocio tra 2 topi gialli si ottiene una progenie costituita da 2/3 di individui gialli ed 1/3 agouti. Il gene agouti assortisce indipendentemente rispetto al locus pigmento. Quando topi gialli sono incrociati con topi albini, 1/2 della progenie è albina ed 1/3 è gialla ed 1/6 agouti. Quali sono i genotipi dei genitori?

Non capisco le frazioni ossia 2/3 e 1/3 per la parte centrale e 1/2 1/3 e 1/6 per quella finale che non vengono fuori dal quadrato di Punnet e non capisco allora da dove sono usciti. Ti ringrazio.
Ciao!

Ciao Barbara,
Vediamo se riesco ad esserti utile.
Prima di tutto dividiamo l'esercizio in due parti.

Prima parte
Nel topo un locus genico P è deputato alla formazione del pigmento. Se vengono accoppiati 2 genitori gialli eterozigoti per il locus, 3/4 della progenie è pigmentata ed 1/4 albina.

Il quadro di Punnett è il seguente: Pp x Pp

P
p
P
PP
Pp
p
Pp
pp
3/4 progenie pigmentata
1/4 progenie albina

Seconda parte
 Un altro carattere fenotipico riguarda l'aspetto del mantello e dall'incrocio tra 2 topi gialli si ottiene una progenie costituita da 2/3 di individui gialli ed 1/3 agouti.

La scoperta di questi geni risale ai primi anni del Novecento e si deve al biologo francese Lucien Cuénot: egli si è, infatti, dedicato allo studio del pigmento che colora il mantello dei topi ed ha descritto, per la prima volta, una mutazione letale.
Cuénot era riuscito ad isolare dei topi con il mantello di un colore atipico: il giallo.
Questi topi normalmente presentano un fenotipo agouti, ovvero hanno un mantello grigio / nero.
Nella colorazione del loro mantello sono coinvolti: l'allele Agouti (A) selvatico, al quale corrisponde un mantello grigio / nero, e l'allele AY (Y= Yellow, giallo) che causa la comparsa del mantello giallo. L'allele mutato è dominante sull'allele selvatico ma è letale in omozigosi: AYAnon sopravvive.

L'incrocio del nostro esercizio è il seguente:
Mantello giallo x Mantello giallo
AY
A
AY
AYAY
letale
AYA
mantello
giallo
A
AYmantello
giallo
AA mantello
nero
I topi sono eterozigoti hanno un mantello giallo; i topi omozigoti per l'allele Agouti giallo hanno, invece, il gene letale e muoiono. I topi che sono omozigoti per l'allele agouti normale presentano, infine, un mantello nero o grigio. L'incrocio tra due topi dal mantello giallo ci dà, quindi, un rapporto fenotipico anomalo di 2:1

  • 2/3 gialli
  • 1/3 agouti

Terza ed ultima parte: non ci resta che unificare le informazioni.
Il gene agouti assortisce indipendentemente rispetto al locus pigmento. Quando topi gialli sono incrociati con topi albini, 1/2 della progenie è albina ed 1/3 è gialla ed 1/6 agouti. Quali sono i genotipi dei genitori?
L'incrocio da considerare è: topi gialli x topi albini
  • I topi gialli possono essere solo AY e, affinchè tale colore si manifesti, non devono essere albini. Saranno dunque PP oppure Pp
  • I topi albini sono necessariamente pp ma non sappiamo nulla riguardo al secondo gene. Potrebbero essere AYA oppure AA. 
Schematizzo il concetto che ho appena esposto utilizzando un trattino (-) dove non abbiamo la certezza di quale sia l'allele presente:
topi gialli P- AYA x topi albini pp --

Ora posso provare tutte le combinazioni possibili... Oppure osservo attentamente la progenie.
  • 1/2 albini
  • 1/3 gialli
  • 1/6 agouti
La presenza di una progenie albina è una dato importante: entrambi i genitori devono avere l'allele p, quindi: topi gialli Pp AYA x topi albini pp --

Proseguo con il ragionamento.
La nostra coppia di topolini ha 1/3 di progenie con il mantello giallo AYed 1/6 agouti AA
Entrambi i genitori hanno dunque l'allele A viceversa non avrebbero potuto nascere topolini agouti.
Quindi la nostra coppia è topi gialli Pp AYA x topi albini pp A-

Abbiamo solo un'ultima informazione da decifrare.
Basta fare entrambi i quadrati di Punnett e verificare quale dei due ci fornice le corrette proporzioni.
Prima ipotesi AYA x AA

A
A

AY
AYA
mantello
giallo


AYA
mantello
giallo
A
AA mantello
nero

AA mantello
nero
In questo caso il rapporto fenotipico è 1:1: il 50% dei topolini ha il mantello giallo e l'altro 50% presenta il mantello scuro.

Se questa ipotesi fosse corretta, i nostri topolini sarebbero:
topi gialli Pp AYA x topi albini pp A A
Ed ecco la progenie: : scrivo i risultati perché scrivere il quadrato di Punnett è un po' troppo complicato in html ;-)

  • Pp AYA  giallo
  • Pp AYA giallo
  • Pp AA  agouti
  • Pp A A agouti
  • pp AYA  albino
  • pp AYalbino
  • pp AA  albino
  • pp A albino


Ho 8 combinazioni diverse:
  • 4/8 albini
  • 2/8 gialli
  • 2/8 agouti
Semplificando:
  • 1/2 albini
  • 1/4 gialli
  • 1/4 agouti
Non è il risultato richiesto dal nostro esercizio.


Seconda ipotesi AYA x AYA
AY
A
AY
AYAY
letale
AYA
mantello
giallo
A
AYmantello
giallo
AA mantello
nero
I topi sono eterozigoti hanno un mantello giallo; i topi omozigoti per l'allele Agouti giallo hanno, invece, il gene letale e muoiono. I topi che sono omozigoti per l'allele agouti normale presentano, infine, un mantello nero o grigio. L'incrocio tra due topi dal mantello giallo ci dà, quindi, un rapporto fenotipico anomalo di 2:1

Otteniamo dunque:
topi gialli Pp AYA x topi albini pp AYA

Ecco la progenie di questa coppia:
topi gialli Pp AYA x topi albini pp AYA
  • Pp AYA letale
  • Pp AYA giallo
  • Pp AYA  giallo
  • Pp A A agouti
  • pp AYAY  letale
  • pp AYA albino
  • pp AYA albino
  • pp A A albino

Ho 8 combinazioni diverse, di cui 2 letali. Me ne restano 6 vitali, ovvero:
  • 2/6 giallo
  • 3/6 ablino
  • 1/6 agouti
Semplificando:
  • 1/2 albini
  • 1/3 gialli
  • 1/6 agouti
Esattamente le combinazioni dell'esercizio!!
Ecco Barbara ora dovresti aver risolto il problema. Forse è un po' complesso ma, con un po' di ragionamento  non è impossibile! Se ti va, lascia un commento sul blog e fammi sapere cosa ne pensi!
In bocca al lupo per gli studi,
Tania Tanfoglio

30 aprile 2013

Il sistema solare: una breve introduzione

Oggi vi presento un post sul sistema solare realizzato da Alfonso e Manuela, proprietari di www.sistemasolare.org, un portale che raccoglie una serie di articoli sull'astronomia ed in particolare sui corpi presenti nel sistema solare.
Il sito è gestito da un gruppo di appassionati di astronomia ed astrofisica, osservatori curiosi dell’universo e dei corpi che lo attraversano.
Il portale è diviso in sezioni ricche di materiale interessante e didatticamente valido:

Non mi resta che lasciare la parola ad Alfonso e Manuela e addentrarci insieme nei misteri del sistema solare!


Il sistema solare è composto da una serie di pianeti che girano – ovvero orbitano - attorno al Sole. Oltre ai pianeti, il sistema solare è composto anche di lune, comete, asteroidi, pianeti minori, polvere e gas. 
Il Sole contiene circa il 98% di tutto il materiale esistente nel sistema solare. Gli scienziati ritengono che il Sistema Solare si sia evoluto da una nube gigante di gas e polveri ed in particolare che tali polveri e gas abbiano, in un certa fase temporale, iniziato a crollare sotto il peso della loro stessa gravità. 

Secondo tali esperti la materia contenuta all'interno di tale nube ha poi iniziato a muoversi in cerchio formando una sorta di nube. Al centro di questa nube ha iniziato a formarsi una piccola stella che è man mano cresciuta raccogliendo tutta la polvere e il gas presente all'interno del sistema. Tale stella posizionata al centro del sistema (il Sole) si è poi accesa, ed i grumi più piccoli che non hanno contributo alla formazione del Sole si sono uniti in altri corpi celesti diventando pianeti, asteroidi, lune, comete e asteroidi. Una volta formatosi il Sole, potenti venti solari hanno iniziato a soffiare violentemente. Tali venti, che si compongono di particelle atomiche soffiate verso l'esterno dal Sole, hanno spinto lentamente i restanti gas e polveri fuori del Sistema Solare. Senza più gas o polvere, i pianeti, gli asteroidi, le lune, le comete e gli asteroidi hanno smesso di ingrandirsi e si sono stabilizzati in dimensione e forma. È interessante notare come i pianeti interni, ossia quelli posti a minor distanza dal Sole, siano più piccoli rispetto ai pianeti più distanti. Infatti tali pianeti, vista la loro vicinanza al Sole, erano soggetti a venti ben più volenti rispetto ai corpi più lontani, e questo ha fatto sì che polveri e gas presenti attorno ad essi, e che avrebbero potuto contribuire ad incrementare la loro massa, venissero spazzati via molto più rapidamente di quanto fosse possibile nel sistema solare esterno.

Il sistema solare interno è composto dai pianeti:
- Mercurio, il pianeta più piccolo e più vicino al Sole, prende il nome dalla divinità greca omonima, il messaggero degli déi, a causa della sua velocità di movimento;

- Venere, è il secondo pianeta più vicino al Sole e il più luminoso, prende il nome dalla divinità greca della bellezza;

- Terra, terzo per distanza dal Sole, unico pianeta in cui c’è la vita, ed unico non denominato con un nome di divinità;

- Marte, l’ultimo dei pianeti interni per distanza, è chiamato anche Pianeta rosso a causa della sua colorazione, prende il nome dalla divinità greca della guerra.
Questi sono i più vicini al Sole e sono chiamati pianeti terrestri, semplicemente perché hanno superfici rocciose molto solide. Un'altra importante differenza è che i pianeti esterni sono in gran parte fatti di acqua e gas, mentre i pianeti interni sono composti quasi interamente di roccia e polvere.

I pianeti esterni sono cresciuti di più perché la loro gravità ha avuto il tempo di accumulare enormi quantità di gas, acqua e polvere. Il sistema solare esterno comprende:
- Giove, quinto pianeta dal Sole, è il più grande di tutti, ed ha una composizione simile a quella del Sole (idrogeno ed elio, piccole quantità di ammoniaca, metano ed acqua), prende il nome dal sovrano degli déi;

- Saturno, il secondo gigante gassoso, secondo pianeta anche per massa, è conosciuto per la presenza dei suoi numerosi anelli (composti da polvere, e che orbitano attorno al pianeta), prende il nome dalla divinità greca dell’agricoltura e dei cicli della natura;

- Urano, il primo pianeta moderno ovvero scoperto con telescopio, dalla composizione simile a Nettuno (idrogeno, elio e ghiacci) e prende il nome dalla divinità greca personificazione del cielo;

- Nettuno, primo pianeta scoperto attraverso calcoli matematici, gigante gassoso, famoso per il suo colore blu (dato dai gas), prende il nome dalla divinità greca del dio del mare.

Il presente articolo è stato preparato in collaborazione con lo staff di Sistema Solare, un portale con notizie e approfondimenti preparati da un gruppo di appassionati di astronomia e di osservatori curiosi dei corpi, pianeti, comete, stelle, presenti all’interno del sistema solare.
Ulteriori info: http://www.sistemasolare.org/sistema-solare/

Alfonso e Manuela

24 aprile 2013

Galattosemia: un difetto del metabolismo del galattosio

Chiedilo a Tania

Ciao Tania,
Mi chiamo Emilia e sono una studentessa di biotecnologie.
Ho trovato molto interessanti le  tue spiegazioni sul blog; grazie a te, sono riuscita a risolvere e CAPIRE un esercizio di genetica, quello che riguarda le 2 malattie autosomiche dominanti acondroplasia e neurofibromatosi.
Complimenti, sei davvero brava e molto disponibile.
Ti volevo chiedere aiuto: devo fare a breve l'esame di genetica, e mi trovo davvero in serie difficoltà per vari motivi, mi aiuteresti a capire gli errori negli esercizi che posso facilmente trovare all'esame?
Ecco il testo.

Nell'uomo la malattia galattosemia viene tramandata come carattere recessivo attraverso il meccanismo mendeliano.
Supponiamo di avere una donna il cui padre era affetto da questa malattia; intende sposare un uomo, il cui nonno era galattosemico. Essi temono ovviamente d avere un figlio galattosemico, quali saranno le probabilità?

Ciao Emilia,
Benvenuta su Science for passion e grazie per i complimenti.
Prima di vedere lo svolgimento dell'esercizio, mi sembra doveroso introdurre un po' la patologia.

La galattosemia comprende un gruppo di malattie metaboliche, caratterizzate da un difetto del metabolismo del galattosio.
Il galattosio è uno zucchero semplice che, per la maggior parte, assumiamo attraverso la dieta.
Infatti, i galattosio è contenuto nel lattosio, lo zucchero del latte.
Quando la quantità di galattosio introdotta con gli alimenti supera i bisogni dell'organismo, esso viene convertito in glucosio dal fegato ed utilizzato per produrre energia.
La malattia genetica provoca un malfunzionamento degli enzimi necessari per trasformare il galattosio in glucosio.
I sintomi possono essere molto diversi e sono da attribuire a mutazioni che colpiscono tre diversi geni coinvolti nel metabolismo del galattosio.
  • galattosemia classica: è una forma grave della malattia; i neonati affetti da questa patologia hanno difficoltà alimentari ed un ritardo della crescita, accompagnato da uno scarso aumento di peso corporeo. Soffrono di ittero e letargia.
  • deficit di galattochinasi: è una forma rara ma meno grave della malattia. Il neonato soffre di cataratta, ma sono assenti i sintomi della galattosemia classica
  • deficit di galattosio epimerasi: è una forma molto rara della malattia e può avere un quadro clinico molto vario. Il bambino può presentare i sintomi della galattosemia classica, ma anche deficit cognitivo e cataratta.
Tutte e tre le malattie sono trasmesse come carattere autosomico recessivo.

Veniamo, dunque, all'esercizio di Emilia. Assegno dei nomi ai "protagonisti" dell'esercizio per facilitarne la comprensione.

Supponiamo di avere una donna (Luisa) il cui padre era affetto da questa malattia; Luisa intende sposare un uomo (Paolo), il cui nonno era galattosemico. Essi temono ovviamente di avere un figlio galattosemico, quali saranno le probabilità?

Prima di tutto, bisogna ricordare che qualsiasi familiare non menzionato nell'esercizio, deve essere considerato sano.

Ora qualche quadrato di Punnett ci viene sicuramente in aiuto.
Inizio con la famiglia di Luisa, poi vedremo quella di Paolo.

FAMIGLIA DI LUISA
Padre di Luisa (affetto da galattosemia gg) x Madre di Luisa (sana GG)

g
g
G
Gg
Gg
G
Gg
Gg





I figli di questa coppia sono tutti portatori sani di galattosemia.
Quindi Luisa è certamente portatrice sana di galattosemia.

FAMIGLIA DI PAOLO
Nonno di Paolo (affetto da galattosemia gg) x Nonna di Paolo (sana GG)

g
g
G
Gg
Gg
G
Gg
Gg





I figli di questa coppia sono tutti portatori sani di galattosemia (100%).
L'esercizio non ci dice se si tratta dei nonni materni o dei nonni paterni. In questo caso è ininfluente: Paolo ha certamente un genitore (figlio/a di un uomo galattosemico) portatore sano. L'altro genitore è, invece, sano, dato che l'esercizio non ci fornisce informazioni in merito.

Genitori di Paolo: Gg x GG

G
g
G
GG
Gg
G
GG
Gg






50% (1/2) figli sani
50% (1/2) figli portatori sani di galattosemia
Paolo ha il 50% (1/2) di probabilità di essere portatore sano di galattosemia.

CASO 1: Paolo è sano (50% di probabilità).
Paolo (GG) x Luisa (Gg)

G
g
G
GG
Gg
G
GG
Gg






50% (1/2) figli sani
50% (1/2) figli portatori sani di galattosemia
Nessuna possibilità di avere figli affetti dalla malattia

CASO 2: Paolo è portatore sano (50% di probabilità).
Paolo (Gg) x Luisa (Gg)

G
g
G
GG
Gg
g
Gg
gg






25% (1/4) figli sani
50% (1/2) figli portatori sani di galattosemia
25% (1/4) figli malati

In sintesi la probabilità di avere o meno figli affetti dipende da Paolo: lui ha il 50% di probabilità di essere portatore sano; se è portatore sano, i suoi hanno il 25% di probabilità di essere malati.
Qual è la probabilità che si verifichino contemporaneamente questi due eventi?
Ovvero: Paolo portatore sano e figlio di Paolo malato?

Si tratta di due eventi indipendenti che si verificano contemporaneamente, si applica la regola del prodotto:
Dati due eventi indipendenti, la probabilità che si verifichino contemporaneamente è data dal prodotto delle singole probabilità: 1/2 * 1/4 = 1/8

La probabilità che Paolo e Luisa abbiano un figlio affetto è 1/8.

Bene Emilia,
Spero ti sia chiaro e che possa esserti utile per il superamento dell'esame.
Aspetto una tua opinione,
tanti auguri,
Tania Tanfoglio

25 marzo 2013

Il colore e la forma della zucca: due caratteri che seguono le leggi di Mendel


Chiedilo a Tania

Qualche giorno fa abbiamo parlato di dominanza incompleta.
Oggi vediamo questo esercizio, proposto da Nicola, che analizza la trasmissione di due caratteri contemporaneamente.

Nelle zucche, il colore bianco del frutto (W) è dominante sul giallo (w); la forma del frutto schiacciata a disco (D) è dominante sulla forma a sfera (d).
Se la progenie dà luogo a quattro classi fenotipiche che stanno tra loro in rapporto 9:3:3:1, qual'è il genotipo dei genitori?

a) WwDd x WwDd
b) WwDD x WwDD
c) WWdd x WWdd
d) WwDD x Wwdd
e) wwdd x WWDD

Il rapporto 9:3:3:1 ci fa capire subito che, per risolvere l'esercizio, bisogna far riferimento alla terza legge di Mendel.

Riprendo qui la terza legge di Mendel con il classico esempio che fa riferimento al colore e alla forma dei semi di pisello.

Rivediamola insieme.

Se si incrociano due elementi differenti per più caratteri (ad esempio differenti per il colore e
per la forma del seme), si può osservare che ciascun carattere compare indipendentemente
dagli altri.
Generazione parentale P: semi gialli lisci (GGLL) x semi verdi ruvidi (ggll)
Nella prima generazione (F1) si hanno tutti individui con i caratteri dominanti: gialli e lisci, ma eterozigoti 

perentrambi i caratteri (GgLl).
Nella seconda generazione (F2) compaiono individui con caratteri variamente associati
secondo il rapporto 9:3:3:1
9 con entrambi i caratteri dominanti: semi gialli e lisci
3 con un carattere dominante e l'altro recessivo: semi gialli e ruvidi
3 con un un carattere recessivo e l'altro dominante: semi verdi e lisci
1 con entrambi i caratteri recessivi: semi verdi e ruvidi

Ecco lo schema:

Dal sito  http://bios-project.blogspot.it dove trovate anche un approfondimento sulla terza legge 
Quadrato di Punnet che trovate qui
http://www.tuttowebitalia.com/biologia/biologia-generale.html
Ok, ora tocca alle zucche!
Nelle zucche, il colore bianco del frutto (W) è dominante sul giallo (w); la forma del frutto schiacciata a disco (D) è dominante sulla forma a sfera (d).

Se la progenie dà luogo a quattro classi fenotipiche che stanno tra loro in rapporto 9:3:3:1, il genotipo dei genitori è WwDd x WwDd. Infatti il quadrato di Punnett di questo incrocio fornisce i seguenti risultati:


 WD
 Wd
 wD
 wd
 WD
 WDWD
bianco schiacciato
 WWDd
bianco schiacciato
 WwDD
bianco schiacciato
 WwDd
bianco schiacciato
 Wd
 WWDd
bianco schiacciato
 WWdd
bianco
sferico
 wWDd
bianco schiacciato
 wWdd
bianco
sferico

 wD
 WwDD
bianco schiacciato
 WwDd
bianco schiacciato
 wwDD
giallo schiacciato
 wwDd
giallo schiacciato
 wd
 WwDd
bianco schiacciato
 Wwdd
bianco
sferico

 wwDd
giallo schiacciato
 wwdd
giallo sferico

Ovvero:
9 zucche di colore bianco (W) e di forma schiacciata a disco (D)
3 zucche di colore bianco (W) e di forma a sfera (d)
3 zucche di colore giallo (w) e di forma schiacciata a disco (D)
1 zucca di colore bianco (w) e di forma a sfera (d)

Se questo esercizio vi ha incuriosito, scoprite quante varietà di zucca esistono!
Il ritorno delle zucche
Non mi resta che attendere il commento di Nicola e augurargli in bocca al lupo per l'esame!
Un saluto,
Tania Tanfoglio


23 marzo 2013

Pianta di bocca di leone e dominanza incompleta: un'eccezione alle leggi di Mendel

Mi ha scritto Nicola,
Questa volta ha bisogno di un piccolo aiuto per capire come risolvere un paio di esercizi di genetica. Oggi vi presento il primo.
Da piante di bocca di leone a fiore rosso, incrociate con piante a fiori bianchi si è ottenuta una F1 costituita da piante con fiori rosa.
In F2 è atteso un rapporto fenotipico di:
a) 3:1
b) 1:1
c) 9:3:3:1
d) 1:2:1
e) 1:1:1:1

La bocca di Leone è una piccola pianta perenne; i fiori possono essere rossi, bianchi o rosa. In genetica si fa spesso riferimento a questa pianta perché i colori del suo fiore sono un esempio classico di dominanza incompleta, un'eccezione alle leggi di Mendel.
Si parla di dominanza incompleta quando il fenotipo manifestato dall'eterozigote è un fenotipo intermedio tra quelli dei due omozigoti.
indicando con A e a i due alleli, abbiamo:
AA = fiori rossi
Aa = fiori rosa
aa = fiori bianchi
L'incrocio proposto nell'esercizio di Nicola è ben esemplificato in questa immagine.
Immagine esplicativa dal sito http://www.gpeano.org

Vediamo ora lo stesso concetto con il quadrato di Punnett

Generazione parentale P: AA (fiore rosso) x aa (fiore bianco)

A
A
a
Aa
Aa
a
Aa
Aa





Prima generazione filiale F1: 100% Aa (fiori rosa)


Generazione filiale F1: Aa (fiore rosa) x Aa (fiore rosa)

A
a
A
AA
Aa
a
Aa
aa





Prima generazione filiale F2:
25% (1 su 4) AA (fiore rosso)
50% (2 su 4) Aa (fiore rosa)
25% (1 su 4) aa (fiore bianco)
Ovvero 1:2:1 risposta d)
Da notare che, in questo caso, genotipo e fenotipo coincidono proprio perché il carattere presenta una dominanza incompleta.

Ecco Nicola,
Ora dovrebbe essere chiaro.
Fammi sapere cosa ne pensi!
L'appuntamento è per il prossimo post... Con il colore e la forma delle zucche! :-)
Tania Tanfoglio

18 marzo 2013

Gli adolescenti e l'alcol - Opuscolo informativo


L'alcol è una sostanza tossica con una capacità di indurre dipendenza 
superiore alle sostanze o alle droghe illegali più conosciute. 
Può esporre a rischi anche a seguito di un occasionale episodio di consumo.
Nella Regione Europea nel 2001 
sono morti 57000 adolescenti a causa dell'uso di alcol 
(OMS, 2001)


Ecco alcuni dei temi che ho sviluppato:
  • Cos'è l'alcool?
  • Perché i giovani sono più vulnerabili?
  • Se si sceglie di bere, perché è meglio farlo a stomaco pieno?
  • Quali sono gli effetti dell'alcol?
  • Come calcolare quanto si beve e quanto si rischia
  • L'alcol e i farmaci: quali rischi?
  • L'alcol e la guida: perchè è pericoloso?
  • Comportamenti violenti legati al consumo di alcol
E molto altro...


Questo lavoro è stato realizzato, a puro scopo didattico, a partire dal materiale proposto dal sito del Ministero della Salute:
Alcol: sei sicura?
Il pilota

I fumetti sono tratti da questo splendido lavoro: Gli effetti dell'alcol del CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE Dipartimento delle Dipendenze della Azienda U.S.L. 8 di Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

Tutte le immagini (alcune delle quali reperite tramite ricerca libera su internet) ed i contenuti restano di esclusiva proprietà dei rispettivi autori.

Buona lettura,
Tania Tanfoglio

15 marzo 2013

Materiale per lo studio della chimica organica

Chiedilo a Tania

Buongiorno!
Mi chimo Nicola, avrei bisogno di appunti o materiale chiaro su cui poter studiar la chimica organica, in modo magari semplice in quanto mi serve per il test di ammissione per le professioni sanitarie.
Sapreste darmi una mano?
Vi ringrazio per la disponibilità e mi scuso per il disturbo!
Un saluto,
Nicola

Ciao Nicola,
benvenuto sul mio blog.
Nessun disturbo!
Come punto di partenza, per chi ha bisogno di partire davvero dalle basi, consiglio queste due lezioni in PowerPoint della Zanichelli, da testo G. Valitutti A. Tifi A Gentile Esploriamo la chimica, edizione Blu
Capitolo 19 Dal carbonio agli idrocarburi
Capitolo 20 Dai gruppi funzionali ai polimeri

Per la biochimica, invece, c'è questo approfondimento, dallo stesso testo:
Capitolo 21 – Le basi della biochimica

Come testo di chimica organica , invece, on line sono dispnibili gli appunti di chimica organica del Professor Rodomontano, scaricabile gratuitamente sia in formato word sia in formato pdf
Rodomontano - appunti di chimica organica
Dello stesso autore, si possono trovare altri appunti di diverse discipline scientifiche (chimica generale, esercizi di chimica, biologia, scienze della terra, astronomia e altro ancora) qui.

Per gli esercizi trovo molto utili queste risorse, proposte sempre dalla Zanichelli

Solomons, Fryhle, Johnson – La chimica organica attraverso gli esercizi 2ed
Si tratta di 24 capitoli con tanti quiz suddivisi per argomento; le soluzioni dei quiz sono qui

Per concludere, naturalmente, può sempre essere utile una bella tavola periodica, magari interattiva.
Ciao Nicola,
spero che queste risorse ti siano d'aiuto!
In bocca al lupo per l'esame,
Tania Tanfoglio

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