18 ottobre 2012

Candida spp

Chiedilo a Tania

Salve profe, 
come sta? 
Volevo chiederle un'informazione: sono curiosa di sapere cos'è la candida spp, ho cercato anche su internet ma non riesco a capire e... volevo saperlo da lei visto che sa sempre tutto :-) grazie!
Medina

Ciao Medina,

è bello risentirti.
Non è vero che so sempre tutto :-) In questo caso, però, posso aiutarti!
E poi, anch'io sono curiosa e, se non conosco un argomento, mi piace studiarlo! Ebbene si... A tanti anni dalla laurea, mi piace ancora studiare! Se così non fosse, non potrei fare l'insegnante!

Ma veniamo a noi, o meglio, alla candida spp.


Le Candida spp. sono funghi che  si trovano normalmente nel tratto digestivo degli individui sani; possono essere presenti anche nell'orofaringe, nella vagina, nel tratto respiratorio inferiore  ed in quello urinario

Nella maggior parte dei casi, le  infezioni da Candida non producono sintomi importanti: più comunemente la persona avverte prurito e fastidio ma i sintomi possono anche passare inosservati.
I sintomi possono manifestarsi anche dopo una cura antibiotica che ha indebolito il sistema di difesa dell'organismo.
In alcune circostanze, ad esempio quando le difese immunitarie sono più deboli, le specie di Candida  entrano nel circolo sanguigno e causano la candidemia: allora è necessario il ricovero in ospedale.
Queste condizioni gravi, però, colpiscono normalmente persone anziane o con il sistema immunitario compromesso da altre malattie.


Una forma molto comune tra i neonati è la candidosi del cavo orale, chiamata più semplicemente mughetto
La mucosa orale si arrossa e compaiono delle placche biancastre, sopratutto sul dorso della lingua, a volte sul palato. La persona malata avverte bruciore e fa fatica a deglutire; può anche presentarsi un rialzo termico (febbre).

La candidosi è una causa molto comune di irritazione vaginale o vaginite.
Queste infezioni possono causare prurito, bruciore, dolore ed irritazione. 
Purtroppo questi sintomi sono comuni anche in altre infezioni, causate ad esempio, da batteri.
Per questo è importante fare degli accertamenti prima di procedere con una cura: bisogna essere sicuri di conoscerne la causa.

Spero di aver soddisfatto la tua curiosità!

Un saluto,
Se qualche volta passi a scuola per salutare le tue amiche... Mi trovi al terzo piano!
A presto,
Tania Tanfoglio


FONTE:
http://www.ijph.it/pdf/49/02.pdf

17 ottobre 2012

Oilproject


Oggi vorrei presentarvi Oilproject, si tratta di una grande scuola on-line, di un sito che offre corsi completamente gratuiti ricchi di video, testi ed esercizi: con 3000 contenuti didattici dalla biologia all'inglese, dalla matematica alla letteratura italiana, passando per argomenti che probabilmente non verranno mai affrontati tra i banchi di scuola, come web design, pianoforte, elettrologia, ecologia!

Inoltre Oilproject presenta il primo corso on line di fisica sperimentale, unico nel suo genere in Italia. Il corso è composto da veri e propri laboratori svolti con materiale quotidiano, preso in prestito dalla tua cucina o acquistabile in semplici supermercati e negozi per il fai da te. Spugne, ciotole, lievito, mollette, ogni oggetto se pensato in modo nuovo può diventare parte di uno strumento scientifico!

Ecco, ad esempio, un bel video: STORIA DEL MICROSCOPIO E SCALE DI GRANDEZZA
Cliccate sull'immagine per accedere alla pagina del video!



A me sembra un'ottima iniziativa. Che ne dite?
Se vi ho incuriosito, andate subito a dare un'occhiata a Oilproject.
Tania Tanfoglio

16 ottobre 2012

La membrana cellulare ed il ruolo delle proteine

Oggi a scuola ho parlato della membrana cellulare.
Ecco una breve sintesi semplificata per tutte le mie allieve di I EST e I ACC.

La membrana plasmatica racchiude il contenuto della cellula: è una barriera che regola le sostanze che possono entrare e/o uscire dalle cellula stessa.
È formata principalmente da un doppio strato di fosfolipidi attraversato da proteine di trasporto.
La membrana plasmatica con i fosfolipidi e le proteine di trasporto (in azzurro).immagine tratta dal seguente articolo: "Membrana." Microsoft® Student 2008 [DVD]. Microsoft Corporation, 2007. Microsoft ® Encarta ® 2008. © 1993-2007 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.
I fosfolipidi sono grassi particolari formati da una "testa" e da due "code". L'immagine sottostante di Wikipedia mostra la testa del fosfolipide in rosso e le due code in azzurro. Le code sono idrofobe, odiano l'acqua; le teste sono idrofile, amano l'acqua... Osservate sopratutto l'immagine a sinistra, è più facile ;-) Anche questa immagine è presa da Wikipedia.
La diffusione semplice consiste nel passaggio di molecole attraverso la membrana: le molecole si spostano da dove sono più concentrate a dove lo sono meno (ossia secondo il loro gradiente di concentrazione).
Soltanto alcune molecole possono essere trasportate in questo modo; ad esempio: le molecole liposolubili (come alcune vitamine) ed i gas, come l’anidride carbonica e l’ossigeno.


Le particelle di grosse dimensioni, come lipidi ed ormoni, possono entrare e/o uscire dalla cellula attraverso vescicole; questo fenomeno prende il nome di esocitosi (uscita dalla cellula) o endocitosi (entrata nella cellula). 

La maggior parte degli ioni e delle molecole idrosolubili (cioè, solubili nell’acqua) non è in grado di attraversare la membrana plasmatica: ha bisogno di un piccolo aiuto.
Per questo motivo, nella membrana troviamo delle proteine che permettono il passaggio facilitato attraverso diversi meccanismi di trasporto. In questi casi si parla di diffusione facilitata.

I trasportatori, che permettono la diffusione facilitata, si distinguono in:
·         I) uniporto trasporta una sola sostanza
·         II) simporto trasporta due sostanze nella stessa direzione
·        III)  antiporto trasporta due sostanze in direzione opposta

Alcuni trasportatori sono detti passivi, in quanto non richiedono energia per svolgere la loro funzione. 
Altri trasportatori, invece, sono detti trasportatori attivi perchè per funzionare hanno bisogno di energia.
Nella membrana, oltre alle proteine di trasporto, ci sono delle proteine che servono alle cellule per ricevere dei 
messaggi: si tratta di proteine recettoriali o, detto più semplicemente, di recettori. Le sostanze chimiche 
incaricate di consegnare un messaggio alla cellula, si legano a questi recettori: il legame ha particolari effetti 
all'interno della cellula perchè "la cellula deve rispondere al messaggio"! L'effetto è spiegato benissimo in questa 
immagine animata di Wikipedia: in arancio la proteine recettoriale che riceve un messaggio da una sostanza 
chimica rappresentata in verde.

Buono studio :-)
Tania Tanfoglio



10 ottobre 2012

Le proteine: forma e funzione

Le proteine sono le sostanze chimiche che svolgono diversi compiti all'interno della cellula e dell'organismo.
Ecco qualche esempio:
Le proteine di membrana: sono proteine di trasporto che, insieme ai fosfolipidi, regolano il flusso di sostanze in entrata ed in uscita dalla cellula.
La membrana plasmatica con i fosfolipidi e le proteine di trasporto (in azzurro).immagine tratta dal seguente articolo: "Membrana." Microsoft® Student 2008 [DVD]. Microsoft Corporation, 2007. Microsoft ® Encarta ® 2008. © 1993-2007 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.

L'actina (in azzurro) e la miosina (in rosa): sono le due proteine implicate nella contrazione muscolare.
http://it.wikipedia.org
Il collagene: una proteina robusta e resistente presente, ad esempio, nel derma.
http://it.wikipedia.org
La cheratina: è una proteina presente, ad esempio, nel capello: è l'elemento più abbondante nel capello e lo rende robusto e resistente.
http://www.dermes.it/rinforzare-capelli-cheratina/ Dove trovate interessanti approfondimenti sul capello... Ogni suggerimento alle mie allieve, future acconciatrici, è puramente casuale... :-)
Quelle che ho appena presentato sono proteine con funzione plastica o strutturale; altre proteine hanno, invece, una funzione di regolazione o di controllo:
L'insulina: è una proteina prodotta dal pancreas il cui compito è quello di regolare il livello di zucchero nel sangue.
Splendida immagine dell'insulina  http://it.wikipedia.org/wiki/Insulina
rosso: carbonio, verde: ossigeno; blu: azoto; rosa: zolfo
Gli enzimi sono proteine che hanno il compito di consentire le reazioni chimiche nel nostro organismo, catalizzandole, ovvero aumentandone la velocità.
Chi l'ha detto che la chimica non può essere artistica?! Immagine della fosfofruttochinasi un enzima  implicato nella glicolisi. http://it.wikipedia.org/wiki/6-fosfofruttochinasi
Da questi semplici esempi, è facile capire che nell'organismo umano esiste un numero enorme di proteine, una diversa dall'altra. Tutte sono ottenute attraverso la combinazione di 20 mattoni chimici fondamentali: gli amminoacidi. 

Il nostro organismo è in grado di costruire la maggior parte gli amminoacidi che stanno alla base della struttura delle proteine; 8 amminoacidi su 20 però sono definiti essenziali e devono essere introdotti con la dieta: l'organismo non è in grado di sintetizzarli.

Tutti gli amminoacidi che costituiscono le proteine presentano la seguente struttura generale:
Struttura di un amminoacido. http://it.wikipedia.org/wiki/Amminoacidi

Un carbonio centrale al quale è legato un atomo di idrogeno, un gruppo amminico (-NH2), un gruppo carbossilico (-COOH) ed un gruppo chimico R,  che contraddistingue un amminoacido dall'altro. Esistono 20 gruppo R uno per ciascun amminoacido.

Gli amminoacidi si legano tra loro a formare le proteine, facendo reagire il gruppo amminico di un amminoacido con il gruppo carbossilico di un altro, con perdita di una molecola di acqua.
Il legame che si produce è detto legame peptidico.
Ecco un video:

Dunque tutte le proteine sono simili ad un lungo filamento chimico, la cui successione è diversa da proteina a proteina.
Tale successione definisce la struttura primaria di una proteina.
Potete paragonare gli amminoacidi alle lettere dell'alfabeto: la loro combinazione porta alla formazione di un gran numero di parole diverse. Alcune contengono le medesime lettere, altre lettere diverse, altre ancora lettere ripetute: la sequenza degli amminoacidi che compone la proteina è simile alle sequenza di lettere che formano le parole!

Oltre alla struttura primaria, una proteina presenta una struttura secondaria ed una struttura terziaria.
La struttura secondaria è definita dai tipi di avvolgimenti  che interessano tratti del filamento proteico, come le eliche e i foglietti.
Dal sito dell'Università di Pavia, Modulo di biologia cellulare 
http://www-3.unipv.it/webbio/anatcomp/freitas/2008-2009/biocell_BT08-09.htm 

La struttura terziaria, invece, è definita dal modo in cui il filamento proteico si ripiega su se stesso.
Ecco che Wikipedia mi viene ancora in aiuto! Con un chiaro esempio di struttura terziaria.
http://en.wikipedia.org/wiki/Protein_tertiary_structure
Come anticipato dall'immagine precedente, esiste anche una struttura quaternaria.
La struttura quaternaria si genera quando diverse molecole proteiche si saldano tra loro, assemblandosi
Tipica struttura quaternaria dell'emoglobina.  http://it.wikipedia.org/wiki/Struttura_quaternaria  Sono mostrate le quattro subunità, due in blu e due in rosso. I gruppi eme sono in verde.
Ecco una breve ma efficace sintesi del significato della struttura primaria, secondaria, terziaria e quaternaria di una proteina:

Non bisogna dimenticare che c'è un legame tra la forma e la funzione delle proteine.
Le proteine che hanno una  funzione plastica sono costituite da catene polipeptidiche disposte in fasci, costruiscono delle fibre.
Invece, le proteine che hanno compiti di regolazione sono simili a dei gomitoli, hanno una forma globulare.
Questa panoramica sulle proteine mi è stata ispirata da una lettrice: Elisa richiedeva, per la verità, la trattazione di argomenti ben più complessi, più adatti a un pubblico universitario che a semplici curiosi e appassionati. Da una breve chiacchierata via mail  è comunque nata l'idea di questo post: sinceramente mi sono divertita a scriverlo, come non mi capitava da tempo! Spero che lo troviate interessante!
Tania Tanfoglio

08 ottobre 2012

Le mappe e l'analisi genetica

Chiedilo a Tania

Mi ha scritto Giuseppe. Ecco il testo del commento che ha lasciato sul blog.

Ciao Tania..non riesco a trovare da nessuna parte definizioni riguardo a : "analisi genetica e citologica dello scambio" e "correlazione mappe genetiche, fisiche e citologiche"..puoi aiutarmi?
complimenti per il sito... è veramente un punto di riferimento.
Cari saluti
Giuseppe

Ciao Giuseppe... Sei lo stesso Giuseppe che per primo ha creduto in questa mia iniziativa e mi ha chiesto di parlare degli alberi genealogici? Ancora oggi è una delle chiavi di ricerca che più frequentemente portano le persone sul mio sito! Quindi: grazie per la fiducia e per i complimenti! :-)

 Ti rispondo con un breve post  perchè l'argomento va ben oltre l'intento divulgativo di Science for passion! 
Spero così di fornirti gli spunti necessari ad affinare la tua ricerca sia sui testi universitari sia nel web.
Gli argomenti che chiedi mi sembrano tratti dal classico elenco degli argomenti presenti nel programma da portare all'esame... Sbaglio?
Parto dalla seconda richiesta. "correlazione mappe genetiche, fisiche e citologiche".
Una mappa genetica (o cromosomica) serve per rappresentare la distanza che separa i geni su un cromosoma e si basa sui dati che si possono ricavare dalla ricombinazione genetica, ovvero dal crossing-over. Dai dati della frequenza di ricombinazione tra due o più geni è possibile dedurre la distanza che intercorre tra loro sul cromosoma e costruire delle mappe genetiche. La distanza tra due geni associati si misura in Unità di mappa o centimorgan (cM).

Una mappa fisica, invece, valuta le distanze fisiche lungo il cromosoma espresse in coppie di basi (base pair, bp): in sostanza si misura la distanza, espressa in pb, tra due marcatori.

Infine, una mappa citologica si ottiene con tecniche di bandeggio cromosomico, si osservano le piastre metafasiche al microscopio.
Si tratta di tre modi per studiare i cromosomi e i geni presenti sui cromosomi stessi.
Veniamo al secondo punto: "analisi genetica e citologica dello scambio". Credo si riferisca semplicemente all'analisi del crossing over e della variabilità genetica che lo accompagna.
Come vedi, si tratta di argomenti complessi. Un post sul blog sarebbe alquanto riduttivo per te e troppo distante dai miei scopi divulgativi. Il mio consiglio è di parlare con il docente che tiene il corso e farti consigliare un buon libro di testo: sono costosi ma non devi necessariamente acquistarli tutti! Io mi trasferivo semplicemente in biblioteca a studiare! Tra l'altro favorisce la concentrazione!
Un saluto e in bocca al lupo,
Tania Tanfoglio


02 ottobre 2012

Le basi della genetica e le leggi di Mendel

Chiedilo a Tania

Mi ha scritto Giulia.
"ciao Tania :)
Frequento il terzo linguistico, dovrò fare una verifica su Mendel e sulla genetica ma ho capito veramente poco!! Ho in testa tutto ma quando mi trovo davanti il foglio è un vero disastro!!! E cosa sono i gameti?
Help please!! sono disperata,
Giulia."


Benvenuta su Science for passion Giulia!
Un semplice post su un blog non può sostituirsi a un buon libro di biologia e ad una spiegazione frontale, 
ma cercherò di aiutarti! :-)

Iniziamo dall'ultima domanda: cosa sono i gameti? 
I gameti sono la cellula uovo e lo spermatozoo.
Per approfondire consiglio alcuni post che ho pubblicato precedentemente:





  • Meiosi
  •  
  • Meiosi I e meiosi II
  •   
  • Meiosi... Square Dance! Per sorridere un po'
  •   

  • Differenze tra la gametogenesi maschile e femminile
  •  
  • Nascita di una nuova vita
  •   


    Per leggerli basta cliccare sul titolo!
    Prima di passare alle leggi di Mendel, vediamo qualche definizione impostante.


    Definizioni di base
    Genotipo = insieme dei geni di un organismo.
    Gene = tratto di DNA in grado di codificare per un’informazione ereditaria. (es: gene per il colore del fiore)
    Allele = Particolare modo in cui può essere un gene. (es: colore del fiore bianco o rosso)
    Ogni GENE contiene DUE ALLELI
    Eterozigote = organismo che ha due alleli, per un determinato carattere, diversi. 
    Omozigote = organismo che ha due alleli, per un determinato carattere, uguali. 
    Fenotipo = aspetto esteriore ed insieme di caratteristiche osservabili di un organismo. 
    Interazione tra genotipo ed ambiente.
    Organismo diploide: organismo che, nelle cellule somatiche,presenta due copie di ogni cromosoma. 
    Naturalmente l'uomo è un organismo diploide.
    Esistono anche organismi e cellule aploidi nelle quali è presente una sola copia di ogni cromosoma. 
    I gameti umani sono aploidi.


    Ora veniamo, invece, a Mendel ed alle sue leggi.

    Prima e la seconda legge di Mendel
    Nell'Ottocento non erano noti i concetti di genetica e gli studi di Mendel si basarono semplicemente 

    sull'osservazione della pianta di Pisum Sativum: attraverso ripetuti esperimenti egli cercò di capire come 
    le caratteristiche delle piantine passassero da una generazione alla successiva. 
    La pianta scelta per queste ricerche è di facile coltivazione, è in grado di auto-impollinarsi e presenta 
    molti geni collocati su cromosomi diversi. 
    L'auto-impollinazione fu il punto di partenza fondamentale che permise a Mendel di ottenere delle linee pure, 
    ovvero delle piantine che presentavano i medesimi caratteri da una generazione all'altra: i membri di una
     stessa linea pura hanno identiche caratteristiche ereditarie. 
    Mendel esaminò diverse proprietà delle piantine di Pisello Odoroso: l'altezza dello stelo, colore 
    o forma del seme o del baccello oppure il colore o la posizione del fiore; i risultati delle ricerche furono 
    sempre i medesimi: date due linee pure con caratteri antagonisti, ad esempio il colore del fiore rosso ed
    il colore del fiore bianco, uno risultava sempre predominante rispetto all'altro. 
    Per illustrare questo concetto Mendel parlò di un fattore dominante (il rosso) 
    e di un fattore recessivo (il bianco).

    Nel momento in cui Mendel impollinò nuove piantine, a partire dalla giovane generazione appena 
    ottenuta, il carattere che sembrava perduto ricompariva, sempre in proporzioni ben definite.
    Da queste osservazioni Mendel formula le sue due leggi:

    Legge dei caratteri dominanti: gli individui nati dall'incrocio tra due individui omozigoti con 
    caratteri antagonisti (esempio un fiore rosso e un fiore bianco), avranno il fenotipo dato dall'allele dominante
    (sono ibridi con fiore rosso).
    Legge della segregazione: gli individui della seconda generazione F2 (ottenuti incrociando individui F1) 
    non sono uniformi, ma i caratteri parentali segregano e si manifestano secondo questi rapporti: 
    3/4 dei discendenti presenta il fenotipo di un progenitore; 
    1/4 quello dell'altro.



    Per capire meglio questo concetto, facciamo uno schema e indichiamo con "A" l'allele rosso dominante e con "a" l'allele bianco recessivo.

    Lo stesso risultato si ottiene impostando un quadrato di Punnett:
    Generazione parentale: incrocio di due linee pure Rosso (AA) x Bianco (aa)

    a
    a
    A
    Aa
    Aa
    A
    Aa
    Aa

    F1: 100% fiori rossi con genotipo Aa

    Prima generazione filiale: incrocio di due ibridi. Rosso (Aa) x Rosso (Aa)

    A
    a
    A
    AA
    Aa
    a
    Aa
    aa
    F2: 75% (3/4) fiori rossi (1/3 AA e 2/3 Aa)
    25% (1/4) fiori bianchi (aa)


    Terza legge di Mendel

  • Infine, Mendel prese in considerazione più caratteri contemporaneamente e formulò la terza legge.
    La terza legge di Mendel o legge dell'indipendenza (si applica solo per geni che si trovano su cromosomi diversi).
    Se si incrociano due elementi differenti per più caratteri (ad esempio differenti per il colore e
    per la forma del seme), si può osservare che ciascun carattere compare indipendentemente
    dagli altri.
    Ad esempio:
    Generazione parentale P: semi gialli lisci (GGLL) x semi verdi ruvidi (ggll)
    Nella prima generazione (F1) si hanno tutti individui con i caratteri dominanti: gialli e lisci, ma eterozigoti per
    entrambi i caratteri (GgLl).
    Nella seconda generazione (F2) compaiono individui con caratteri variamente associati
    secondo il rapporto 9:3:3:1. 
    9 con entrambi i caratteri dominanti: semi gialli e lisci
    3 con un carattere dominante e l'altro recessivo: semi gialli e ruvidi
    3 con un un carattere recessivo e l'altro dominante: semi verdi e lisci
    1 con entrambi i caratteri recessivi: semi verdi e ruvidi
    Ecco lo schema:
    Dal sito  http://bios-project.blogspot.it dove trovate anche un approfondimento sulla terza legge



    Le leggi di Mendel possono essere tranquillamente applicate all'uomo.
    Ci sono, infatti, caratteristiche e patologie che rispettano esattamente i meccanismi di trasmissione
    che abbiamo appena visto. 

  • La spiegazione di queste modalità di trasmissione la puoi trovare qui:
  • Malattie autosomiche recessive  


  • Malattie autosomiche recessive: dalla teoria agli esercizi pratici
  •  
  • Malattie autosomiche dominanti
  •  

  • Malattie autosomiche dominanti: dalla teoria agli esercizi pratici
  •  



    I caratteri legati ai cromosomi sessuali, invece, sono un'eccezione rispetto alle leggi di Mendel:
    Ne ho parlato qui:


  • Malattie legate ai cromosomi sessuali
  •  

    Altre eccezioni rispetto alle leggi di Mendel sono:

    Ecco, dovrebbe essere tutto!! Giulia, cosa ne pensi?
    Fammi sapere come va la verifica di biologia, lasciando un commento sotto al post.
    In bocca al lupo!

    Se anche voi avete delle domande o delle curiosità da soddisfare leggete qui e scrivetemi!
    Tania Tanfoglio

    28 settembre 2012

    La sintesi delle proteine e il ruolo dei ribosomi

    Chiedilo a Tania

    Mi ha scritto nuovamente Giulia. La sua precedente richiesta potete trovarla qui, insieme a tante risorse utili per lo studio della biologia.

    Ecco cosa mi dice Giulia.
    "Buongiorno,
    mi ero già presentata precedentemente e ora vorrei porle un quesito a scelta multipla:
    Qual è il sito della sintesi proteica?
    a) reticolo endoplasmatico rugoso
    B) nucleo
    c) nucleolo
    d) mitocondri.

    Si deve dare soltanto una di risposta.
    La sintesi proteica non inizia nel nucleo e finisce nel citoplasma o reticolo endoplasmatico rugoso?
    Come faccio in questo caso a rispondere alla domanda?
    Grazie,
    Giulia"

    Ciao Giulia,
    Ho visto che mi avevi già scritto!
    A mio avviso le risposte che ti propone l'esercizio, sono tutte sbagliate.
    La sintesi vera e propria avviene ad opera dei ribosomi.
    Il reticolo endoplasmatico ruvido interviene nella modifica e nell'assemblaggio della proteina ma la sintesi della catena amminoacidica avviene esclusivamente ad opera dei ribosomi.

    Vediamo più nel dettaglio gli organelli che, a vario titolo, hanno a che fare con le proteine.

    RIBOSOMI
    I ribosomi rappresentano la sede della sintesi delle proteine. Sono formati da due subunità di RNA ribosomiale (rRNA). I ribosomi si trovano liberi nel citoplasma oppure possono essere associati alle membrane del reticolo endoplasmatico rugoso. I ribosomi, per costruire la proteina, leggono a triplette le informazioni contenute nel mRNA.
    Subunità grande del ribosoma
    Subunità piccola del ribosoma
    RETICOLO ENDOPLASMATICO RUVIDO
    Il  reticolo endoplasmatico ruvido (RER) è formato da una fitta rete di canali e si fa carico dell'assemblaggio e dell'eventuale modificazione di proteine. In particolare, le proteine vengono rielaborate con la formazione di strutture quaternarie  oppure vengono glicosilate per ottenere glicoproteine. 
    Deve il suo nome alla presenza di ribosomi, disposti sulle sue pareti.
    Schema del nucleo cellulare che però evidenzia bene la posizione del RER e la presenza dei ribosomi. Ben visibile anche il nucleolo.
    APPARATO DI GOLGI
    L’apparato di Golgi, è un complesso di membrane e vescicole che permette di trasportare all'esterno della cellula le sostanze da essa prodotte e necessarie al resto dell'organismo.
    Riceve le molecole dal RER le elabora e le indirizza a diversi siti interni o esterni alla cellula.
    Schema del percorso secretorio tra nucleo, reticolo endoplasmatico e apparato del Golgi (in rosa): 1.Membrana nucleare; 2.Poro nucleare; 3.Reticolo endoplasmatico rugoso (RER); 4.Reticolo endoplasmatico liscio (REL); 5.Ribosoma legato al RER; 6.Macromolecole; 7.Vescicole di trasporto; 8.Apparato di Golgi; 9.Faccia Cis dell'apparato di Golgi; 10.Faccia Trans dell'apparato di Golgi; 11.Cisterne del Golgi.
    Per completezza ti riporto anche la funzione del nucleo, del nucleolo e del mitocondrio, citati come possibili risposte.

    NUCLEO
    Il nucleo presente nelle cellule eucariote: è un organello di grandi dimensioni ed è delimitato da una doppia membrana.
    La membrana nucleare presenta dei pori che permettono il passaggio di diverse sostanze dal nucleo al citoplasma. 
    All'interno del nucleo si trova il DNA (acido deossiribonucleico), depositario dell’informazione genetica.
    Nel nucleo avviene la trascrizione ossia la formazione dell'RNA messaggero.

    NUCLEOLO
    Il nucleolo è la regione del nucleo che sintetizza le due subunità che formano il ribosoma.



    MITOCONDRIO
    I mitocondri hanno la forma di una sferetta e si presentano avvolti da due membrane: quella interna è ripiegata a formare le creste, che sono immerse nella matrice mitocondriale. 
    Il mitocondrio è la centrale energetica della cellula: in esso avvengono alcune delle reazioni chimiche di trasformazione delle sostanze nutritive in energia (sotto forma di molecole di ATP).
    I mitocondri sono presenti a centinaia sia nelle cellule  animali sia in quelle vegetali. 
    Schema di un mitocondrio
    1 Membrana interna
    2 Membrana esterna
    3 Cresta
    4 Matrice
    Tutte le immagini sono di Wikipedia.

    Per ripassare consiglio questi post:

    Un saluto a Giulia e auguri per la sua carriera universitaria!
    Se anche voi avete delle domande o delle curiosità da soddisfare leggete qui e scrivetemi!
    Tania Tanfoglio